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Riguarda le persone: chi sono gli italiani che comprano su internet, cosa cercano, da quali dispositivi arrivano, come pagano e in che momento decidono di fidarsi. Capire chi compra è l'atto che dà senso a tutto il resto, perché un ecommerce non si costruisce su una tecnologia, si costruisce su un comportamento.",[],{"_key":104,"_type":15,"children":105,"markDefs":110,"style":24},"b004",[106],{"_key":107,"_type":19,"marks":108,"text":109},"s003",[],"Questo articolo nasce nel 2016 come fotografia del cosiddetto cliente 2.0 italiano, a partire dai dati che il consorzio Netcomm presentava allora. Dieci anni dopo quella fotografia è irriconoscibile. Nel 2016 il tema caldo era convincere le aziende a rendere il sito leggibile da smartphone e a offrire PayPal accanto al contrassegno. Oggi gli acquirenti online in Italia sono oltre trentacinque milioni, pagano con un portafoglio digitale in un tocco, si muovono senza soluzione di continuità tra negozio fisico e schermo, e cominciano a farsi consigliare cosa comprare da un'intelligenza artificiale. I numeri e i comportamenti che seguono sono aggiornati alle ultime rilevazioni disponibili, e servono a una cosa sola: darti indicazioni concrete per il tuo ecommerce.",[],{"_key":112,"_type":15,"children":113,"markDefs":118,"style":119},"b006",[114],{"_key":115,"_type":19,"marks":116,"text":117},"s005",[],"Quanti sono e quanto vale il mercato oggi",[],"h2-bold",{"_key":121,"_type":15,"children":122,"markDefs":136,"style":24},"b011",[123,127,132],{"_key":124,"_type":19,"marks":125,"text":126},"s007",[],"Secondo l'",{"_key":128,"_type":19,"marks":129,"text":131},"s009",[130],"m008","Osservatorio eCommerce B2c Netcomm",{"_key":133,"_type":19,"marks":134,"text":135},"s010",[]," della School of Management del Politecnico di Milano, nel 2025 il valore degli acquisti online degli italiani supera i 62 miliardi di euro, con una crescita del 6% rispetto all'anno precedente. La cifra si divide in due blocchi: l'ecommerce di prodotto vale 40,1 miliardi, sempre con un più 6%, mentre i servizi raggiungono i 22 miliardi crescendo dell'8%. La penetrazione dell'online sul totale del retail di prodotto, cioè quanto pesa il digitale su tutto ciò che si compra tra negozi e rete, è all'11,2%, in aumento di mezzo punto sull'anno prima.",[137],{"_key":130,"_type":138,"href":139},"link","https:\u002F\u002Fwww.osservatori.net\u002Fcomunicato\u002Fecommerce-b2c\u002Fecommerce-b2c-in-italia-cresce-netcomm\u002F",{"_key":141,"_type":15,"children":142,"markDefs":147,"style":24},"b013",[143],{"_key":144,"_type":19,"marks":145,"text":146},"s012",[],"Dietro il valore ci sono le persone. I consumatori digitali italiani sono 35,2 milioni, un milione e mezzo in più rispetto al 2024 e oltre undici milioni in più rispetto al 2020. È una crescita che in cinque anni ha cambiato la scala del fenomeno: comprare online non è più un'abitudine di una fascia avanzata, è diventato un comportamento di massa, diffuso in ogni età e in ogni area del paese. Sul lato dell'offerta, le imprese italiane attive nell'ecommerce sono più di 91.000, segno di un mercato ormai strutturato.",[],{"_key":149,"_type":15,"children":150,"markDefs":155,"style":24},"b015",[151],{"_key":152,"_type":19,"marks":153,"text":154},"s014",[],"La parola che gli analisti usano per descrivere questa fase è consolidamento. La crescita continua, ma a ritmi più contenuti rispetto agli anni dell'esplosione pandemica, e si distribuisce in modo diseguale tra i settori. A trainare il prodotto nel 2025 sono il Food&Grocery e il Beauty&Pharma, entrambi intorno al più 7%, spinti dall'integrazione tra online e punto vendita. È un segnale che conviene leggere bene: non è più il momento in cui basta aprire un negozio online per intercettare una domanda in crescita verticale. È il momento in cui si vince sull'esecuzione, sulla qualità dell'esperienza e sul presidio dei dettagli.",[],{"_key":157,"_type":15,"children":158,"markDefs":163,"style":24},"b017",[159],{"_key":160,"_type":19,"marks":161,"text":162},"s016",[],"Cambia anche la forma dell'acquisto. I carrelli medi si alleggeriscono, gli ordini diventano più frequenti ma più selettivi, con scontrini contenuti che variano molto per categoria: si parla di poche decine di euro nel Beauty&Pharma e di importi più alti in comparti come l'abbigliamento e l'enogastronomia. L'italiano compra online più spesso di prima, ma con più attenzione al prezzo e meno impulsività. Per chi vende, questo sposta il baricentro dalla singola conversione alla frequenza e alla fidelizzazione.",[],{"_key":165,"_type":15,"children":166,"markDefs":171,"style":119},"b019",[167],{"_key":168,"_type":19,"marks":169,"text":170},"s018",[],"Chi è oggi l'italiano che compra online",[],{"_key":173,"_type":15,"children":174,"markDefs":188,"style":24},"b023",[175,179,184],{"_key":176,"_type":19,"marks":177,"text":178},"s020",[],"Il profilo dell'acquirente digitale lo descrive ogni anno la ricerca ",{"_key":180,"_type":19,"marks":181,"text":183},"s021",[182],"em","NetRetail di Netcomm",{"_key":185,"_type":19,"marks":186,"text":187},"s022",[],", giunta alla sedicesima edizione ed erede diretta della rilevazione che questo articolo citava nel 2016. La prima evidenza è che il profilo si è normalizzato. L'età media di chi compra online è di 46 anni contro i 48 di chi acquista solo nei negozi fisici: una forbice che un tempo era ampia e che oggi si è quasi chiusa. Anche le differenze di genere e di geografia hanno perso peso, al punto che per distinguere gli acquirenti non bastano più i dati anagrafici e servono parametri qualitativi, legati a quanto spesso e perché si compra.",[],{"_key":190,"_type":15,"children":191,"markDefs":196,"style":24},"b025",[192],{"_key":193,"_type":19,"marks":194,"text":195},"s024",[],"Su questa base emerge un dato che vale più di mille segmentazioni: circa il 37% degli acquirenti online è di tipo abitudinario, persone che comprano con regolarità e su canali che già conoscono. Gli acquirenti abituali, quelli che hanno comprato negli ultimi mesi, sono la grande maggioranza dei trentacinque milioni totali. L'ecommerce italiano, in altre parole, non vive più di prime volte, vive di ritorni. È una notizia ottima per chi ha già una base clienti e una sfida seria per chi deve ancora costruirla, perché significa che la concorrenza non si gioca solo sull'acquisizione ma sulla capacità di farsi scegliere di nuovo.",[],{"_key":198,"_type":15,"children":199,"markDefs":204,"style":24},"b027",[200],{"_key":201,"_type":19,"marks":202,"text":203},"s026",[],"Le motivazioni confermano questa lettura. Il primo driver d'acquisto resta la convenienza economica, indicata dal 39,3% degli acquirenti, particolarmente forte in settori come l'elettronica, la salute e benessere e l'alimentare. Subito dopo, citata dal 27%, viene l'abitudine a comprare su un sito o un'app specifici, decisiva in categorie come l'editoria, la casa e ancora l'alimentare, dove la fedeltà al canale conta più della caccia all'offerta. C'è poi un terzo profilo, più giovane, con un'età media intorno ai 43 anni, che non si muove solo per il prezzo: cerca velocità, personalizzazione e sostenibilità, e dà per scontato che l'esperienza sia fluida. Sono tre clienti diversi che convivono nello stesso mercato, e parlare a tutti e tre allo stesso modo è il primo errore da evitare.",[],{"_key":206,"_type":15,"children":207,"markDefs":212,"style":119},"b029",[208],{"_key":209,"_type":19,"marks":210,"text":211},"s028",[],"Da quali dispositivi acquista",[],{"_key":214,"_type":15,"children":215,"markDefs":220,"style":24},"b031",[216],{"_key":217,"_type":19,"marks":218,"text":219},"s030",[],"Nel 2016 la grande raccomandazione era una sola: rendere il sito visibile da smartphone, perché gli acquisti da mobile erano in crescita ma ancora minoritari. Quella crescita è arrivata a maturazione. Oggi smartphone e computer si dividono il mercato quasi alla pari: lo smartphone pesa per il 45,7% degli acquisti, il pc per il 48,1% e il tablet per il restante 5,9%. Il telefono non è più il dispositivo della scoperta che poi cede al desktop al momento di pagare, è diventato un canale di acquisto pieno, soprattutto per le fasce più giovani.",[],{"_key":222,"_type":15,"children":223,"markDefs":228,"style":24},"b033",[224],{"_key":225,"_type":19,"marks":226,"text":227},"s032",[],"La conseguenza operativa è che l'ottimizzazione mobile non è una funzione accessoria, è la condizione di base. E non basta che il sito si veda bene su uno schermo piccolo: deve caricare in fretta, deve rendere la ricerca del prodotto immediata e deve portare al pagamento nel minor numero di passaggi possibile. Su mobile la soglia di pazienza è più bassa e la propensione ad abbandonare è più alta che su desktop, quindi ogni attrito si paga il doppio. Progettare prima per il telefono e poi adattare al computer, e non il contrario, è oggi la scelta di buon senso.",[],{"_key":230,"_type":15,"children":231,"markDefs":236,"style":119},"b035",[232],{"_key":233,"_type":19,"marks":234,"text":235},"s034",[],"Come paga: il portafoglio digitale ha vinto",[],{"_key":238,"_type":15,"children":239,"markDefs":252,"style":24},"b039",[240,244,248],{"_key":241,"_type":19,"marks":242,"text":243},"s036",[],"Il capitolo pagamenti è quello in cui il confronto con il 2016 è più netto. Allora la novità da spingere era PayPal accanto alle carte, mentre contrassegno e bonifico anticipato erano ancora diffusi. Oggi la fotografia è diversa. Secondo ",{"_key":245,"_type":19,"marks":246,"text":247},"s037",[182],"NetRetail",{"_key":249,"_type":19,"marks":250,"text":251},"s038",[],", gli acquisti online si saldano nella quasi totalità dei casi al momento dell'ordine, intorno all'89%, e lo strumento più usato è il portafoglio digitale, scelto dal 30,8% degli acquirenti. Seguono la carta di credito con il 26,4% e la carta prepagata sul sito con il 23,6%. Il contante e il pagamento differito alla consegna sono ormai marginali.",[],{"_key":254,"_type":15,"children":255,"markDefs":260,"style":24},"b041",[256],{"_key":257,"_type":19,"marks":258,"text":259},"s040",[],"Per chi gestisce un ecommerce questo ha un'implicazione precisa: offrire i portafogli digitali non è un vezzo per clienti evoluti, è ciò che la maggioranza si aspetta di trovare. Apple Pay, Google Pay, i wallet integrati come Shop Pay e naturalmente PayPal abbattono il momento più fragile dell'acquisto, quello in cui bisogna digitare i dati della carta. Su smartphone, dove digitare è scomodo, un pagamento in un tocco può essere la differenza tra un ordine completato e un carrello abbandonato. Più metodi pertinenti offri, meno motivi dai per uscire prima di pagare.",[],{"_key":262,"_type":15,"children":263,"markDefs":268,"style":119},"b043",[264],{"_key":265,"_type":19,"marks":266,"text":267},"s042",[],"Il carrello che non si chiude",[],{"_key":270,"_type":15,"children":271,"markDefs":285,"style":24},"b048",[272,276,281],{"_key":273,"_type":19,"marks":274,"text":275},"s044",[],"Esiste un numero che ogni persona che vende online dovrebbe avere in testa. Secondo il ",{"_key":277,"_type":19,"marks":278,"text":280},"s046",[279],"m045","Baymard Institute",{"_key":282,"_type":19,"marks":283,"text":284},"s047",[],", che aggrega decine di studi indipendenti, il tasso medio di abbandono del carrello si attesta intorno al 70%. Significa che, di dieci persone che mettono un prodotto nel carrello, circa sette se ne vanno senza comprare. Una parte di questo abbandono è fisiologica, perché molti stanno solo confrontando o esplorando senza una reale intenzione d'acquisto. Ma una parte consistente è recuperabile, e dipende da come è fatto il momento del pagamento.",[286],{"_key":279,"_type":138,"href":287},"https:\u002F\u002Fbaymard.com\u002Flists\u002Fcart-abandonment-rate",{"_key":289,"_type":15,"children":290,"markDefs":295,"style":24},"b050",[291],{"_key":292,"_type":19,"marks":293,"text":294},"s049",[],"La causa più citata, tra chi abbandona con un'intenzione reale, sono i costi imprevisti che compaiono solo al checkout: spese di spedizione, tasse o sovrapprezzi che il cliente non si aspettava. È il classico effetto sorpresa che fa chiudere la pagina. Subito dietro vengono l'obbligo di creare un account prima di poter comprare e un processo di pagamento percepito come troppo lungo o complicato, spesso appesantito da un numero eccessivo di campi da compilare.",[],{"_key":297,"_type":15,"children":298,"markDefs":312,"style":24},"b055",[299,303,308],{"_key":300,"_type":19,"marks":301,"text":302},"s051",[],"Le indicazioni che ne derivano sono concrete e quasi sempre alla portata. Mostrare il costo totale, spedizione inclusa, il prima possibile e non all'ultimo passaggio. Eventualmente lavorare su soglie di spedizione gratuita comunicate con chiarezza. Permettere l'acquisto come ospite, senza imporre la registrazione. Ridurre i campi del modulo al minimo indispensabile e affiancare i portafogli digitali per saltare del tutto la digitazione. Su Shopify molte di queste leve sono native, e su come intervenire nel dettaglio abbiamo dedicato un approfondimento al ",{"_key":304,"_type":19,"marks":305,"text":307},"s053",[306],"m052","nuovo checkout",{"_key":309,"_type":19,"marks":310,"text":311},"s054",[],". Il principio resta valido su qualsiasi piattaforma: ogni attrito rimosso dal pagamento è margine che torna a casa.",[313],{"_key":306,"_type":138,"href":314},"\u002Fpost\u002Fnuovo-checkout-shopify",{"_key":316,"_type":15,"children":317,"markDefs":322,"style":119},"b057",[318],{"_key":319,"_type":19,"marks":320,"text":321},"s056",[],"Online e offline non sono più due mondi",[],{"_key":324,"_type":15,"children":325,"markDefs":330,"style":24},"b059",[326],{"_key":327,"_type":19,"marks":328,"text":329},"s058",[],"Nel 2016 questo articolo segnalava un comportamento allora curioso: molti italiani cercavano online ma poi compravano in negozio, e il ritiro in store era il metodo di consegna preferito. Quella logica non solo è rimasta, è diventata la struttura portante del consumo. Oggi la distinzione tra canale fisico e canale digitale sta progressivamente svanendo, e il cliente non ragiona più per canali separati: ragiona per percorso.",[],{"_key":332,"_type":15,"children":333,"markDefs":347,"style":24},"b064",[334,338,343],{"_key":335,"_type":19,"marks":336,"text":337},"s060",[],"I numeri lo dicono con precisione. Quando un italiano compra in un negozio fisico, circa quattro decisioni su dieci sono già state influenzate da un'interazione digitale avvenuta prima, una ricerca, una recensione, una scheda prodotto. E quando compra online, una decisione su quattro è orientata da una visita fatta in un punto vendita. In media, prima di concludere un acquisto online, una persona consulta quattro diversi punti di contatto: motori di ricerca, siti e app di ecommerce, pagine ufficiali dei brand, recensioni. Il percorso d'acquisto non è più una linea, è una rete, e ",{"_key":339,"_type":19,"marks":340,"text":342},"s062",[341],"m061","la scelta del canale e del modello distributivo",{"_key":344,"_type":19,"marks":345,"text":346},"s063",[]," diventa una decisione strategica a sé.",[348],{"_key":341,"_type":138,"href":349},"\u002Fpost\u002Fdisintermediazione-distribuzione-multicanale",{"_key":351,"_type":15,"children":352,"markDefs":357,"style":358},"b066",[353],{"_key":354,"_type":19,"marks":355,"text":356},"s065",[],"Il negozio fisico non scompare, cambia ruolo: da luogo della transazione diventa luogo della fiducia e, sempre più spesso, snodo della logistica.",[],"blockquote",{"_key":360,"_type":15,"children":361,"markDefs":366,"style":24},"b068",[362],{"_key":363,"_type":19,"marks":364,"text":365},"s067",[],"Si vede bene anche nella consegna. Cresce il ritiro fuori casa, nei punti di prossimità e nei locker, che nel 2025 riguarda circa il 22,5% degli acquisti ed è in aumento. Per un'azienda che ha già una rete di negozi, questo apre possibilità che dieci anni fa erano teoria: usare i punti vendita come hub per il ritiro e il reso, personalizzare la consegna, trasformare la presenza fisica in un vantaggio competitivo invece che in un costo da difendere. Per chi non ha negozi, significa scegliere con cura i partner di consegna e i punti di ritiro, perché anche l'ultimo miglio fa parte dell'esperienza.",[],{"_key":368,"_type":15,"children":369,"markDefs":374,"style":119},"b070",[370],{"_key":371,"_type":19,"marks":372,"text":373},"s069",[],"Il nuovo touchpoint: l'intelligenza artificiale entra nell'acquisto",[],{"_key":376,"_type":15,"children":377,"markDefs":390,"style":24},"b074",[378,382,386],{"_key":379,"_type":19,"marks":380,"text":381},"s071",[],"C'è poi un capitolo che nel 2016 semplicemente non esisteva, ed è quello che rende questo aggiornamento più di un ritocco ai numeri. L'intelligenza artificiale è entrata nel percorso d'acquisto, prima di tutto dal lato dei consumatori. Secondo il ",{"_key":383,"_type":19,"marks":384,"text":385},"s072",[182],"Retail Report",{"_key":387,"_type":19,"marks":388,"text":389},"s073",[]," 2025 di Adyen, circa un terzo degli italiani usa già l'AI per migliorare i propri acquisti, con una crescita di quasi il 50% in un anno. È un fenomeno che non riguarda solo i più giovani: la fascia più attiva è la Gen Z, ma l'adozione cresce in modo marcato anche tra la Gen X e i baby boomer. Più della metà di chi la usa la impiega per trarre ispirazione, scoprire prodotti e ricevere suggerimenti, come un personal shopper sempre disponibile.",[],{"_key":392,"_type":15,"children":393,"markDefs":398,"style":24},"b075b",[394],{"_key":395,"_type":19,"marks":396,"text":397},"s075",[],"La direzione è chiara anche guardando il traffico. Durante la stagione degli acquisti di fine 2025, gli strumenti di AI generativa hanno moltiplicato in modo imponente le visite indirizzate verso i siti dei rivenditori, e le ricerche legate ad assistenti e agenti per lo shopping sono cresciute in pochi mesi a ritmi vertiginosi. Si comincia a parlare apertamente di agentic commerce, cioè di un commercio in cui parte della scoperta, del confronto e in prospettiva dello stesso acquisto passa attraverso un agente che agisce per conto della persona. Una ricerca recente segnala inoltre che una quota crescente di consumatori si fida dei risultati prodotti da un'AI più della pubblicità tradizionale.",[],{"_key":400,"_type":15,"children":401,"markDefs":423,"style":24},"b083",[402,406,410,414,419],{"_key":403,"_type":19,"marks":404,"text":405},"s077",[],"Per chi vende, qui si apre una conseguenza che vale la pena affrontare con metodo. Per anni la domanda è stata: il mio sito è ben posizionato su Google? Adesso si aggiunge una domanda nuova: quando un'",{"_key":407,"_type":19,"marks":408,"text":409},"s078",[182],"answer engine",{"_key":411,"_type":19,"marks":412,"text":413},"s079",[]," o un agente AI descrive un prodotto come il mio, cosa dice del mio brand e mi include tra le opzioni che consiglia? Farsi trovare non basta più, bisogna essere comprensibili e raccomandabili da sistemi che leggono e sintetizzano. Questo significa schede prodotto pulite e ricche di dati strutturati, informazioni coerenti su tutti i canali e un presidio attivo di ciò che le fonti dicono dell'azienda. È un terreno nuovo, e su come governare ciò che l'AI racconta del tuo brand abbiamo aperto un ",{"_key":415,"_type":19,"marks":416,"text":418},"s081",[417],"m080","approfondimento dedicato",{"_key":420,"_type":19,"marks":421,"text":422},"s082",[],".",[424],{"_key":417,"_type":138,"href":425},"\u002Fpost\u002Fshopify-knowledge-base",{"_key":427,"_type":15,"children":428,"markDefs":433,"style":24},"b085",[429],{"_key":430,"_type":19,"marks":431,"text":432},"s084",[],"Va detto con equilibrio: siamo all'inizio, non al punto d'arrivo. L'adozione dei consumatori corre più veloce di quella dei rivenditori, molte aziende sono ancora caute, e sul fronte normativo l'AI Act europeo pone limiti precisi alle pratiche manipolative. Ma la traiettoria è leggibile, ed è la stessa che dieci anni fa portò il mobile da curiosità a infrastruttura. Chi nel 2016 prese sul serio la raccomandazione sullo smartphone si trovò avvantaggiato. Vale la pena tenerne conto.",[],{"_key":435,"_type":15,"children":436,"markDefs":441,"style":119},"b087",[437],{"_key":438,"_type":19,"marks":439,"text":440},"s086",[],"Cosa farne, in concreto",[],{"_key":443,"_type":15,"children":444,"markDefs":449,"style":24},"b089",[445],{"_key":446,"_type":19,"marks":447,"text":448},"s088",[],"Mettendo in fila i dati, l'italiano che compra su internet nel 2026 è una persona diversa da quella del 2016. È un acquirente abituale più che un esploratore, sceglie spesso per convenienza ma resta fedele ai canali che lo convincono, si muove indifferentemente tra telefono e computer, paga con un portafoglio digitale in un tocco, abbandona al primo costo a sorpresa, ritira dove gli fa comodo e comincia a chiedere consiglio a un'intelligenza artificiale. Non è un pubblico più difficile, è un pubblico più esigente, che dà per scontato ciò che un tempo era un di più.",[],{"_key":451,"_type":15,"children":452,"markDefs":457,"style":24},"b091",[453],{"_key":454,"_type":19,"marks":455,"text":456},"s090",[],"Le indicazioni per il tuo ecommerce seguono da qui, e non sono slogan: progetta prima per il mobile, offri i pagamenti digitali che la maggioranza si aspetta, togli ogni attrito e ogni sorpresa dal checkout, tratta negozio e online come un unico percorso invece che come due mondi, e inizia a chiederti come ti vede e ti racconta un'AI. Sono scelte di esecuzione, non di tecnologia: la piattaforma è lo strumento, il comportamento del cliente è la mappa.",[],{"_key":459,"_type":15,"children":460,"markDefs":465,"style":24},"b093",[461],{"_key":462,"_type":19,"marks":463,"text":464},"s092",[],"Ogni mercato ha le sue caratteristiche, i suoi vantaggi e le sue sfide. Quello digitale italiano è cresciuto, è maturato e si è fatto più selettivo, e questo premia chi lavora con metodo: chi parte dai dati di chi compra, traduce quei dati in decisioni precise sull'esperienza e tiene insieme strategia, piattaforma e operatività. È esattamente il tipo di lavoro che affrontiamo ogni giorno con i nostri clienti, e che dieci anni di evoluzione del commercio online ci hanno insegnato a non dare mai per scontato.",[],"2026-06-20T09:00:00.000Z","Chi compra su internet in Italia oggi: 35 milioni di acquirenti, come scelgono, da quali device pagano, cosa significa per il tuo ecommerce.",{"_type":78,"alt":469,"asset":470,"originalFilename":472},"chi compra su internet in italia",{"_ref":471,"_type":81},"image-d322e73b808c04ede5b64cf8fcb186b18094b7fc-1672x941-png","chi compra oggi in italia.png",{"_type":474,"metadescription":467,"metatitle":475},"seoBlock","Chi compra su internet in Italia: indicazioni per il tuo e-commerce",{"_type":34,"current":477},"chi-compra-su-internet-indicazioni-per-ecommerce",[479,506,525],{"_createdAt":480,"_id":481,"_rev":482,"_type":483,"_updatedAt":484,"color":485,"name":503,"slug":504},"2024-09-06T11:51:02Z","3cf6a1a1-02a1-4166-bf6b-bf662c081234","31ZYHThkucP97gw3bGqbSp","tag","2024-09-17T08:10:10Z",{"_type":486,"alpha":487,"hex":488,"hsl":489,"hsv":494,"rgb":498},"color",1,"#384c56",{"_type":490,"a":487,"h":491,"l":492,"s":493},"hslaColor",200,0.2784313725490196,0.21126760563380287,{"_type":495,"a":487,"h":491,"s":496,"v":497},"hsvaColor",0.34883720930232565,0.33725490196078434,{"_type":499,"a":487,"b":500,"g":501,"r":502},"rgbaColor",86,76,56,"B2C",{"_type":34,"current":505},"b2c",{"_createdAt":507,"_id":508,"_rev":482,"_type":483,"_updatedAt":509,"color":510,"name":522,"slug":523},"2024-08-21T14:59:07Z","QcdgPO6oGcCMMkvPRAzijW","2024-08-26T08:14:44Z",{"_type":486,"alpha":487,"hex":511,"hsl":512,"hsv":516,"rgb":519},"#670404",{"_type":490,"a":487,"h":513,"l":514,"s":515},0,0.20980392156862746,0.9252336448598131,{"_type":495,"a":487,"h":513,"s":517,"v":518},0.9611650485436893,0.403921568627451,{"_type":499,"a":487,"b":520,"g":520,"r":521},4,103,"E-commerce",{"_type":34,"current":524},"e-commerce",{"_createdAt":526,"_id":527,"_rev":482,"_type":483,"_updatedAt":528,"color":529,"name":542,"slug":543},"2024-09-06T11:43:46Z","363a8342-0cab-4c02-b368-fce42ceffaf7","2024-09-17T08:09:28Z",{"_type":486,"alpha":487,"hex":530,"hsl":531,"hsv":535,"rgb":538},"#93068c",{"_type":490,"a":487,"h":532,"l":533,"s":534},302.97872340425533,0.3,0.9215686274509803,{"_type":495,"a":487,"h":532,"s":536,"v":537},0.9591836734693877,0.5764705882352941,{"_type":499,"a":487,"b":539,"g":540,"r":541},140,6,147,"B2B",{"_type":34,"current":544},"b2b"]