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Se cambiamo piattaforma, quanto traffico perdiamo? È l'obiezione numero uno di chiunque valuti una migrazione, ed è anche l'unica che non si liquida con una battuta, perché dietro c'è un fatto vero: il posizionamento organico è un patrimonio costruito in anni, non compare in nessun bilancio, e si può bruciare in una settimana.",[],{"_key":104,"_type":15,"children":105,"markDefs":110,"style":24},"sq02",[106],{"_key":107,"_type":19,"marks":108,"text":109},"s02",[],"La risposta onesta è che non si perde traffico perché si migra. Si perde traffico perché non si è censito ciò che si aveva. Sono due frasi che sembrano uguali e non lo sono: la prima descrive un rischio inevitabile, la seconda descrive un errore evitabile. Tutto quello che segue serve a spostare il problema dalla prima frase alla seconda.",[],{"_key":112,"_type":15,"children":113,"markDefs":127,"style":24},"sq03",[114,118,123],{"_key":115,"_type":19,"marks":116,"text":117},"s03a",[],"Una precisazione, perché è la fonte di metà degli equivoci. Questo non è un pezzo sulla capacità di Shopify di posizionarsi: quella è una domanda sulla piattaforma, non sul progetto, e la risposta sta nel pezzo che ",{"_key":119,"_type":19,"marks":120,"text":122},"s03b",[121],"lnkMito","smonta il mito dell'indicizzazione",{"_key":124,"_type":19,"marks":125,"text":126},"s03c",[],". Qui si dà per acquisito che la destinazione regga, e si guarda il viaggio: cosa succede fra il vecchio sito e il nuovo, in quali punti esatti il traffico evapora, e come si costruisce un progetto che non li attraversi per caso.",[128],{"_key":121,"_type":129,"href":130},"link","\u002Fpost\u002Fshopify-non-si-indicizza",{"_key":132,"_type":15,"children":133,"markDefs":138,"style":139},"sq04",[134],{"_key":135,"_type":19,"marks":136,"text":137},"s04",[],"Cosa si perde davvero, e cosa non si perde",[],"h2",{"_key":141,"_type":15,"children":142,"markDefs":147,"style":24},"sq05",[143],{"_key":144,"_type":19,"marks":145,"text":146},"s05",[],"Conviene partire da ciò che Google dichiara, perché sgombra il campo da due paure e ne lascia in piedi una sola, che è poi quella vera.",[],{"_key":149,"_type":15,"children":150,"markDefs":159,"style":24},"sq06",[151,155],{"_key":152,"_type":19,"marks":153,"text":154},"s06a",[21],"La prima paura",{"_key":156,"_type":19,"marks":157,"text":158},"s06b",[]," è che il redirect bruci autorità. Non è così, e la documentazione lo scrive senza giri di parole: i redirect permanenti, il 301 e il 308, non causano una perdita di PageRank. Il passaggio dell'autorità da un indirizzo vecchio a uno nuovo, quando è fatto con un redirect permanente, funziona come deve. Chi promette di recuperare l'autorità che si perde nei redirect sta vendendo la cura per una malattia che non esiste.",[],{"_key":161,"_type":15,"children":162,"markDefs":171,"style":24},"sq07",[163,167],{"_key":164,"_type":19,"marks":165,"text":166},"s07a",[21],"La seconda paura",{"_key":168,"_type":19,"marks":169,"text":170},"s07b",[]," è l'oscillazione dei primi giorni. Anche questa Google la mette in conto: con qualunque cambiamento significativo ci si deve aspettare una fluttuazione del posizionamento mentre il sito viene riscansionato e reindicizzato, e come regola generale un sito di medie dimensioni impiega qualche settimana perché la maggior parte delle pagine si sposti nell'indice, mentre i siti grandi impiegano di più. Chi apre la Search Console il lunedì dopo il lancio e conclude che la migrazione è andata male sta leggendo il termometro nel mezzo della febbre.",[],{"_key":173,"_type":15,"children":174,"markDefs":183,"style":24},"sq08",[175,179],{"_key":176,"_type":19,"marks":177,"text":178},"s08a",[21],"Resta la terza",{"_key":180,"_type":19,"marks":181,"text":182},"s08b",[],", ed è l'unica che conta. Il calo permanente non arriva dalla migrazione in sé. Arriva dalle pagine che portavano traffico e che nel nuovo sito non esistono, non sono state mappate, oppure esistono in una forma che Google non riconosce come la stessa cosa. È un problema di censimento, e il censimento si fa prima.",[],{"_key":185,"_type":15,"children":186,"markDefs":191,"style":139},"sq09",[187],{"_key":188,"_type":19,"marks":189,"text":190},"s09",[],"Regola uno: non si tocca l'architettura dell'informazione",[],{"_key":193,"_type":15,"children":194,"markDefs":199,"style":24},"sq10",[195],{"_key":196,"_type":19,"marks":197,"text":198},"s10",[],"Questa non è un'opinione di agenzia, sta scritta nella documentazione di Google, e vale la pena riportarla per intero perché contiene sia la regola sia la sua motivazione: quando si sposta un sito, mantenere la stessa architettura nella nuova collocazione aiuta a passare i segnali in modo più diretto, e se si combina lo spostamento con un ridisegno dei contenuti e della struttura degli indirizzi è probabile che si veda una perdita di traffico, perché Google potrebbe dover rimparare e rivalutare le singole pagine.",[],{"_key":201,"_type":15,"children":202,"markDefs":207,"style":24},"sq11",[203],{"_key":204,"_type":19,"marks":205,"text":206},"s11",[],"Tradotto in termini di progetto: il trasloco e il restyling sono due progetti diversi, e vanno fatti in due momenti diversi. È la raccomandazione che nessuno vuole sentire, perché la migrazione è esattamente il momento in cui tutti hanno voglia di rifare tutto, il menu, la tassonomia, i nomi delle categorie, la profondità dei livelli. La voglia è comprensibile e va rimandata. Prima si sposta il sito conservando la struttura, si aspetta che l'indice si assesti, e solo dopo si mette mano all'architettura, un pezzo alla volta e misurando.",[],{"_key":209,"_type":15,"children":210,"markDefs":215,"style":24},"sq12",[211],{"_key":212,"_type":19,"marks":213,"text":214},"s12",[],"Conservare l'architettura, in pratica, significa questo. La gerarchia delle categorie resta quella che era. Una pagina che stava a due clic dalla home continua a stare a due clic dalla home. Una categoria che aveva sotto di sé quattro sottocategorie continua ad averne quattro, con gli stessi nomi. E i titoli, le descrizioni e i dati strutturati arrivano nel nuovo sito identici, non riscritti perché tanto si era lì e sembrava il momento buono.",[],{"_key":217,"_type":15,"children":218,"markDefs":223,"style":24},"sq13",[219],{"_key":220,"_type":19,"marks":221,"text":222},"s13",[],"Poi ci sono i casi in cui l'architettura cambia per forza, e sono tutti casi di indirizzi. Su PrestaShop la route predefinita del prodotto contiene l'identificativo numerico e la categoria, mentre su Shopify le pagine prodotto vivono in un percorso fisso e non hanno né il numero né la categoria dentro l'indirizzo: nessuna regola generale può derivare l'indirizzo nuovo da quello vecchio, e serve una mappa uno a uno. Su WooCommerce la base del prodotto può includere la categoria, e allora un prodotto che sta in più categorie ha un indirizzo che dipende da quale categoria vince. In questi casi la struttura degli indirizzi si perde comunque, e tutto il peso si sposta sulla mappa dei redirect.",[],{"_key":225,"_type":15,"children":226,"markDefs":231,"style":139},"sq14",[227],{"_key":228,"_type":19,"marks":229,"text":230},"s14",[],"Regola due: contenuti uno a uno",[],{"_key":233,"_type":15,"children":234,"markDefs":239,"style":24},"sq15",[235],{"_key":236,"_type":19,"marks":237,"text":238},"s15",[],"Il secondo principio è che ogni pagina che riceveva traffico deve trovare, nel sito nuovo, una pagina che dice la stessa cosa. Non una pagina simile, non la categoria madre, non la home: la stessa cosa. È un principio banale e viene violato sistematicamente, per una ragione precisa: la migrazione la si pensa come un trasferimento di catalogo, e il catalogo è proprio la parte che si trasferisce meglio.",[],{"_key":241,"_type":15,"children":242,"markDefs":247,"style":24},"sq16",[243],{"_key":244,"_type":19,"marks":245,"text":246},"s16",[],"Le schede prodotto, infatti, quasi non danno problemi. Si esportano, si mappano, si importano, e Shopify dichiara anche l'ordine, che non è negoziabile: prima i prodotti, poi i clienti, poi gli ordini storici, perché gli ordini vanno agganciati a entità che devono già esistere. Il problema sta altrove, e sta in due posti.",[],{"_key":249,"_type":15,"children":250,"markDefs":259,"style":24},"sq17",[251,255],{"_key":252,"_type":19,"marks":253,"text":254},"s17a",[21],"Le pagine che nessuno ricorda di avere.",{"_key":256,"_type":19,"marks":257,"text":258},"s17b",[]," Il blog scritto negli anni, le guide, le pagine di servizio, le landing costruite per una campagna del 2019 e mai spente, le pagine istituzionali. Su un ecommerce maturo quella roba porta spesso più organico delle categorie, e non compare in nessun export di catalogo, perché non è catalogo. Su Shopify, poi, va trattata con attenzione: blog e pagine non hanno un file CSV, si importano soltanto da app o da API. È il punto che sorprende chi arriva da WordPress, dove il contenuto è di casa.",[],{"_key":261,"_type":15,"children":262,"markDefs":271,"style":24},"sq18",[263,267],{"_key":264,"_type":19,"marks":265,"text":266},"s18a",[21],"Il contenuto che non ha corrispettivo",{"_key":268,"_type":19,"marks":269,"text":270},"s18b",[],", quello che non si migra e va rifatto a mano. Le recensioni non si esportano e non si migrano, lo scrive Shopify nella propria guida, e vanno ricostruite con un'app: se le stelle comparivano nei risultati di ricerca attraverso i dati strutturati, il giorno del lancio spariscono, e con loro un pezzo di click through rate che nessuno aveva messo in conto. Le impaginazioni fatte con un page builder di WordPress non hanno un traduttore. I blocchi di contenuto di Magento e le pagine di Page Designer di Commerce Cloud nemmeno. Tutto questo è contenuto indicizzato, e va ricostruito prima del lancio, non dopo.",[],{"_key":273,"_type":15,"children":274,"markDefs":279,"style":24},"sq19",[275],{"_key":276,"_type":19,"marks":277,"text":278},"s19",[],"C'è infine un problema di catalogo che diventa un problema di contenuto, ed è il tetto delle tre opzioni per prodotto. Lo dichiara Shopify stessa, nella pagina della propria app di migrazione: i prodotti con più di tre opzioni non avranno le opzioni importate. Su un configurabile Magento con cinque o sei attributi, la parte che non entra nelle opzioni finisce nei metafield, e i metafield il tema non li mostra finché non glielo si insegna. È informazione che oggi sta nella scheda, che Google legge, e che il giorno del lancio può semplicemente non essere più in pagina. Nessuno lo chiama un problema SEO, e lo è.",[],{"_key":281,"_type":15,"children":282,"markDefs":287,"style":139},"sq20",[283],{"_key":284,"_type":19,"marks":285,"text":286},"s20",[],"Regola tre: redirect chirurgici, non redirect di massa",[],{"_key":289,"_type":15,"children":290,"markDefs":295,"style":24},"sq21",[291],{"_key":292,"_type":19,"marks":293,"text":294},"s21",[],"La mappa dei redirect è il lavoro più noioso della migrazione ed è quello che ne decide l'esito. Conviene dire subito cosa non va fatto, e ancora una volta lo dice Google: non si fa un redirect indiscriminato che manda tutto il traffico del vecchio sito alla home page, perché evita sì i 404 ma non è una buona esperienza per chi arriva, e il redirect pagina per pagina, dove ogni pagina del sito vecchio viene mandata alla pagina corrispondente del sito nuovo, è più lavoro ma dà all'utente un'esperienza coerente.",[],{"_key":297,"_type":15,"children":298,"markDefs":303,"style":24},"sq22",[299],{"_key":300,"_type":19,"marks":301,"text":302},"s22",[],"Sulle catene la documentazione è altrettanto precisa: Googlebot segue fino a dieci salti, ma la raccomandazione è di reindirizzare direttamente alla destinazione finale e, quando non è possibile, di tenere la catena sotto i tre passaggi e comunque sotto i cinque. Su una migrazione questo significa una cosa sola: la mappa punta all'indirizzo nuovo definitivo, non a un indirizzo di comodo che poi verrà a sua volta spostato.",[],{"_key":305,"_type":15,"children":306,"markDefs":311,"style":312},"sq23",[307],{"_key":308,"_type":19,"marks":309,"text":310},"s23",[],"Come si costruisce la mappa, e da dove si prendono gli indirizzi",[],"h3",{"_key":314,"_type":15,"children":315,"markDefs":320,"style":24},"sq24",[316],{"_key":317,"_type":19,"marks":318,"text":319},"s24",[],"Non dal crawl del vecchio sito, o non soltanto. Un crawl restituisce le pagine che il sito espone, che non sono le pagine che portano traffico. La lista si costruisce incrociando quattro sorgenti: il crawl, per sapere cosa esiste; le sitemap, per sapere cosa il sito dichiara di avere; la Search Console, per sapere quali pagine ricevono impression e clic reali; e i backlink, per sapere quali pagine hanno un'autorità che non conviene buttare. L'ordine di priorità lo detta la Search Console, e non è negoziabile: si redirige per primo ciò che porta valore, e tutto il resto solo se avanza tempo.",[],{"_key":322,"_type":15,"children":323,"markDefs":328,"style":24},"sq25",[324],{"_key":325,"_type":19,"marks":326,"text":327},"s25",[],"È anche il motivo per cui l'esportazione della Search Console va fatta prima di cominciare, non a lancio avvenuto. Dopo il lancio quei dati raccontano il sito nuovo, e il vecchio non c'è più.",[],{"_key":330,"_type":15,"children":331,"markDefs":336,"style":312},"sq26",[332],{"_key":333,"_type":19,"marks":334,"text":335},"s26",[],"I limiti del sistema di redirect di Shopify, e sono tutti dichiarati",[],{"_key":338,"_type":15,"children":339,"markDefs":344,"style":24},"sq27",[340],{"_key":341,"_type":19,"marks":342,"text":343},"s27",[],"Questa parte nei preventivi non c'è quasi mai, e non perché sia segreta: sono tutti fatti pubblicati da Shopify nella propria documentazione. Chi li conosce prima dimensiona il lavoro. Chi li scopre dopo li subisce.",[],{"_key":346,"_type":15,"children":347,"level":356,"listItem":357,"markDefs":358,"style":24},"sq28",[348,352],{"_key":349,"_type":19,"marks":350,"text":351},"s28a",[21],"Si redirige solo da indirizzi rotti.",{"_key":353,"_type":19,"marks":354,"text":355},"s28b",[]," Se l'indirizzo di partenza carica ancora una pagina valida, il redirect non funziona. Non è un difetto, è il modello: il redirect scatta sul 404.",1,"bullet",[],{"_key":360,"_type":15,"children":361,"level":356,"listItem":357,"markDefs":370,"style":24},"sq29",[362,366],{"_key":363,"_type":19,"marks":364,"text":365},"s29a",[21],"I percorsi fissi non si redirigono.",{"_key":367,"_type":19,"marks":368,"text":369},"s29b",[]," Le radici dei prodotti e delle collezioni sono riservate, e così sono i prefissi di sistema come quelli delle app, del carrello, degli ordini e dei servizi.",[],{"_key":372,"_type":15,"children":373,"level":356,"listItem":357,"markDefs":382,"style":24},"sq30",[374,378],{"_key":375,"_type":19,"marks":376,"text":377},"s30a",[21],"Le query string sono terreno scivoloso.",{"_key":379,"_type":19,"marks":380,"text":381},"s30b",[]," La documentazione avverte che gli indirizzi che contengono query string potrebbero non funzionare come previsto con i redirect. Sembra un dettaglio, finché non ci si accorge che gli indirizzi filtrati del vecchio sito sono quasi tutti query string.",[],{"_key":384,"_type":15,"children":385,"level":356,"listItem":357,"markDefs":394,"style":24},"sq31",[386,390],{"_key":387,"_type":19,"marks":388,"text":389},"s31a",[21],"Il tetto esiste, e la differenza fra i piani è concreta.",{"_key":391,"_type":19,"marks":392,"text":393},"s31b",[]," Si possono creare al massimo centomila redirect, che diventano venti milioni sul piano Plus. Su un catalogo enterprise con anni di storia, questa è una delle poche voci in cui il piano Plus si paga da solo.",[],{"_key":396,"_type":15,"children":397,"level":356,"listItem":357,"markDefs":406,"style":24},"sq32",[398,402],{"_key":399,"_type":19,"marks":400,"text":401},"s32a",[21],"Le estensioni .html non si redirigono verso lo stesso indirizzo senza .html",{"_key":403,"_type":19,"marks":404,"text":405},"s32b",[],", perché Shopify li considera lo stesso indirizzo. Vale la pena saperlo quando si arriva da una piattaforma le cui pagine prodotto finiscono in .html.",[],{"_key":408,"_type":15,"children":409,"level":356,"listItem":357,"markDefs":418,"style":24},"sq33",[410,414],{"_key":411,"_type":19,"marks":412,"text":413},"s33a",[21],"Non esistono i redirect a pattern.",{"_key":415,"_type":19,"marks":416,"text":417},"s33b",[]," Ogni riga è una riga. Le regole con i caratteri jolly si comprano da un'app oppure non si hanno, e su decine di migliaia di indirizzi la differenza è tutta lì.",[],{"_key":420,"_type":15,"children":421,"markDefs":426,"style":24},"sq34",[422],{"_key":423,"_type":19,"marks":424,"text":425},"s34",[],"Sull'esecuzione l'ordine è fisso, e sbagliarlo costa caro. I redirect si importano in blocco da un file CSV e si impostano prima di spostare il dominio, non dopo, perché il momento in cui il dominio punta al negozio nuovo è già il momento in cui Google incontra i 404. E il dominio va scollegato dalla piattaforma di partenza prima, altrimenti si finisce con errori sul certificato mentre il negozio è online.",[],{"_key":428,"_type":15,"children":429,"markDefs":434,"style":312},"sq35",[430],{"_key":431,"_type":19,"marks":432,"text":433},"s35",[],"I mercati, e una contraddizione che conviene conoscere",[],{"_key":436,"_type":15,"children":437,"markDefs":442,"style":24},"sq36",[438],{"_key":439,"_type":19,"marks":440,"text":441},"s36",[],"C'è un punto su cui la documentazione ufficiale di Shopify dice due cose opposte, nella stessa pagina, e chi lavora su progetti multimercato deve saperlo. In una sezione si legge che creare un redirect si applica a tutte le sottocartelle di lingua o di mercato configurate con gli strumenti internazionali, e c'è anche l'esempio: si cancella un prodotto, si crea un solo redirect, e i clienti del mercato canadese che navigano sulla sottocartella dedicata vengono reindirizzati correttamente. In un'altra sezione della stessa pagina si legge l'esatto contrario, cioè che i redirect non si applicano automaticamente a tutte le sottocartelle di mercato e che per reindirizzare una localizzazione specifica bisogna creare i redirect uno per uno.",[],{"_key":444,"_type":15,"children":445,"markDefs":450,"style":24},"sq37",[446],{"_key":447,"_type":19,"marks":448,"text":449},"s37",[],"Non si risolve leggendo meglio. Si risolve provandolo, sul negozio reale, prima del lancio, con un redirect di prova e cinque minuti di lavoro. È una voce da mettere nel piano di collaudo con un nome e un responsabile accanto, perché se la migrazione porta con sé cinque mercati e la propagazione non avviene, i 404 non sono uno: sono cinque volte tanto.",[],{"_key":452,"_type":15,"children":453,"markDefs":458,"style":139},"sq38",[454],{"_key":455,"_type":19,"marks":456,"text":457},"s38",[],"La coda lunga dei filtri, ed è la voce che nessun preventivo contiene",[],{"_key":460,"_type":15,"children":461,"markDefs":466,"style":24},"sq39",[462],{"_key":463,"_type":19,"marks":464,"text":465},"s39",[],"Qui sta il capitolo che separa un progetto governato da un progetto che finisce bene per caso, e sta qui perché è l'unico punto in cui il passaggio a Shopify comporta una perdita strutturale. Le altre perdite si evitano con l'esecuzione. Questa no: si compensa soltanto con la progettazione, e la progettazione costa, quindi va prevista.",[],{"_key":468,"_type":15,"children":469,"markDefs":474,"style":312},"sq40",[470],{"_key":471,"_type":19,"marks":472,"text":473},"s40",[],"Da dove viene il traffico che stai per perdere",[],{"_key":476,"_type":15,"children":477,"markDefs":482,"style":24},"sq41",[478],{"_key":479,"_type":19,"marks":480,"text":481},"s41",[],"Sulle piattaforme di partenza i filtri generano pagine. Non pagine per modo di dire: pagine con un indirizzo proprio, navigabili, che Google scansiona e indicizza, e che negli anni si posizionano su ricerche lunghe del tipo marchio più colore più categoria. Su un catalogo maturo quelle pagine portano spesso più traffico della categoria madre, e questo è il fatto che rende il capitolo pericoloso: il valore è alto e la visibilità interna è nulla.",[],{"_key":484,"_type":15,"children":485,"markDefs":499,"style":24},"sq42",[486,490,495],{"_key":487,"_type":19,"marks":488,"text":489},"s42a",[],"Su Magento è la ",{"_key":491,"_type":19,"marks":492,"text":494},"s42b",[493],"lnkMag","layered navigation",{"_key":496,"_type":19,"marks":497,"text":498},"s42c",[],", che genera indirizzi filtrati navigabili e, se non governati, indicizzabili. Su un catalogo con dieci attributi filtrabili quelle combinazioni si contano a decine di migliaia, e una parte di esse, nel tempo, si è presa una posizione.",[500],{"_key":493,"_type":129,"href":501},"\u002Fpost\u002Fcome-migrazione-magento-shopify-plus",{"_key":503,"_type":15,"children":504,"markDefs":518,"style":24},"sq43",[505,509,514],{"_key":506,"_type":19,"marks":507,"text":508},"s43a",[],"Su Salesforce Commerce Cloud sono i ",{"_key":510,"_type":19,"marks":511,"text":513},"s43b",[512],"lnkSfcc","search refinement",{"_key":515,"_type":19,"marks":516,"text":517},"s43c",[],", che di default vivono nei parametri ma che la piattaforma permette di mappare dentro il percorso dell'indirizzo, trasformandoli in pagine pulite e indicizzabili. Il limite ufficiale è di trenta indirizzi di refinement abilitati, con un massimo di cinque per categoria. E c'è un dettaglio che vale più di qualunque argomento: Salesforce ha costruito un'intera macchina di snapshot e di redirect dedicata a quelle pagine. Quella macchina esiste per una ragione sola, sono pagine indicizzate che valgono abbastanza da meritare un redirect quando cambiano.",[519],{"_key":512,"_type":129,"href":520},"\u002Fpost\u002Fmigrare-da-salesforce-commerce-cloud-a-shopify",{"_key":522,"_type":15,"children":523,"markDefs":546,"style":24},"sq44",[524,528,533,537,542],{"_key":525,"_type":19,"marks":526,"text":527},"s44a",[],"Su WooCommerce sono gli ",{"_key":529,"_type":19,"marks":530,"text":532},"s44b",[531],"lnkWoo","archivi degli attributi",{"_key":534,"_type":19,"marks":535,"text":536},"s44c",[],", che quando l'opzione è attiva sono pagine vere e proprie, con il loro percorso dedicato. Su PrestaShop sono le ",{"_key":538,"_type":19,"marks":539,"text":541},"s44d",[540],"lnkPresta","faccette della navigazione",{"_key":543,"_type":19,"marks":544,"text":545},"s44e",[],", con lo stesso identico effetto. Cambia il nome, non cambia la sostanza.",[547,549],{"_key":531,"_type":129,"href":548},"\u002Fpost\u002Fwoocommerce-perdendo-shopify-bella-notizia",{"_key":540,"_type":129,"href":550},"\u002Fpost\u002Fmigrare-da-prestashop-a-shopify",{"_key":552,"_type":15,"children":553,"markDefs":558,"style":24},"sq45",[554],{"_key":555,"_type":19,"marks":556,"text":557},"s45",[],"In tutti e quattro i casi quel traffico non compare nell'elenco delle categorie e non compare nell'elenco dei prodotti. Compare soltanto nella Search Console. Ed è esattamente il motivo per cui questo capitolo va aperto in analisi, e non in collaudo: se lo si apre in collaudo, si scopre insieme al danno.",[],{"_key":560,"_type":15,"children":561,"markDefs":566,"style":312},"sq46",[562],{"_key":563,"_type":19,"marks":564,"text":565},"s46",[],"Cosa dice Google, ed è il punto architetturale",[],{"_key":568,"_type":15,"children":569,"markDefs":574,"style":24},"sq47",[570],{"_key":571,"_type":19,"marks":572,"text":573},"s47",[],"La documentazione di Google sulla gestione della scansione degli indirizzi a faccette è la fonte migliore che esista su questo tema, e ha un pregio: non parla di piattaforme, quindi vale per tutte. Dice due cose che qui contano moltissimo.",[],{"_key":576,"_type":15,"children":577,"markDefs":586,"style":24},"sq48",[578,582],{"_key":579,"_type":19,"marks":580,"text":581},"s48a",[21],"La prima.",{"_key":583,"_type":19,"marks":584,"text":585},"s48b",[]," Se si vuole che gli indirizzi a faccette siano potenzialmente scansionati e indicizzati, e i filtri sono codificati dentro il percorso, l'ordine logico dei filtri deve restare sempre lo stesso, non devono poter esistere filtri duplicati, e va restituito un codice 404 quando una combinazione di filtri non produce risultati. È una ricetta, ed è una ricetta esigente.",[],{"_key":588,"_type":15,"children":589,"markDefs":598,"style":24},"sq49",[590,594],{"_key":591,"_type":19,"marks":592,"text":593},"s49a",[21],"La seconda.",{"_key":595,"_type":19,"marks":596,"text":597},"s49b",[]," Il rel canonical e il rel nofollow sono modi per segnalare quali indirizzi a faccette non si vogliono far scansionare, ma sono generalmente meno efficaci, sul lungo periodo, degli altri metodi. Il canonical, cioè, è un suggerimento, e i suggerimenti si possono ignorare.",[],{"_key":600,"_type":15,"children":601,"markDefs":606,"style":24},"sq50",[602],{"_key":603,"_type":19,"marks":604,"text":605},"s50",[],"Messe insieme, quelle due frasi disegnano il confine con una precisione che nessun articolo di agenzia raggiunge. Google spiega come si costruisce una superficie indicizzabile di pagine filtrate, e la ricetta è: filtri dentro il percorso, ordine stabile, comportamento prevedibile. È ciò che Magento e Commerce Cloud permettono di fare. Non è ciò che Shopify fa.",[],{"_key":608,"_type":15,"children":609,"markDefs":614,"style":312},"sq51",[610],{"_key":611,"_type":19,"marks":612,"text":613},"s51",[],"Cosa succede su Shopify, detto con precisione",[],{"_key":616,"_type":15,"children":617,"markDefs":622,"style":24},"sq52",[618],{"_key":619,"_type":19,"marks":620,"text":621},"s52",[],"Su Shopify i filtri passano dall'app Search and Discovery e producono parametri sulla stessa collezione, non percorsi nuovi. I filtri fra loro si combinano in AND, i valori dentro lo stesso filtro in OR, e il risultato è sempre la stessa collezione con una selezione applicata sopra.",[],{"_key":624,"_type":15,"children":625,"markDefs":630,"style":24},"sq53",[626],{"_key":627,"_type":19,"marks":628,"text":629},"s53",[],"Il meccanismo che conta, però, è il canonical, e lo descrive Shopify stessa: l'oggetto che alimenta il tag canonical restituisce l'indirizzo di default della pagina corrente, con qualunque parametro rimosso. I temi ufficiali stampano quell'oggetto nell'intestazione di ogni pagina. Conseguenza diretta: la vista filtrata di una collezione dichiara come canonica la collezione base.",[],{"_key":632,"_type":15,"children":633,"markDefs":638,"style":24},"sq54",[634],{"_key":635,"_type":19,"marks":636,"text":637},"s54",[],"Ed è qui che va corretta la frase che circola. Non è vero che su Shopify i filtri non siano indicizzabili: è che non nascono come pagina di atterraggio autonoma. La differenza non è accademica. La prima formulazione si smonta in due minuti aprendo un browser, e chi te la sente dire smette di ascoltarti. La seconda descrive esattamente il problema che hai davanti, e ti costringe ad affrontarlo.",[],{"_key":640,"_type":15,"children":641,"markDefs":646,"style":24},"sq55",[642],{"_key":643,"_type":19,"marks":644,"text":645},"s55",[],"A questo si aggiungono quattro limiti che su un catalogo enterprise pesano sul progetto, e sono tutti nella documentazione. Le collezioni con più di cinquemila prodotti non mostrano i filtri, e l'indicazione ufficiale è di spezzare le collezioni grandi in collezioni più piccole, il che è di per sé una riprogettazione del catalogo. Un negozio può avere al massimo venticinque filtri in tutto. Il filtro prezzo non compare quando il cliente naviga in una valuta diversa da quella di default del negozio. E il filtro sui tag si mostra soltanto a chi naviga nella lingua di default. Le ultime due sono trappole tipiche di un progetto multimercato, e nessuno le scopre in analisi perché in analisi il negozio ha una lingua sola.",[],{"_key":648,"_type":15,"children":649,"markDefs":654,"style":24},"sq56",[650],{"_key":651,"_type":19,"marks":652,"text":653},"s56",[],"E poi c'è il fatto che chiude il discorso, ed è quello che non ho mai visto scritto da nessuna parte. Gli indirizzi che usano il filtro per tag sulle collezioni non sono reindirizzabili: lo scrive Shopify, e spiega anche perché, cioè che anche quando non esiste nessun prodotto con quel tag il percorso resta comunque considerato valido, e quindi il redirect non può scattare. Sommato all'avvertenza sulle query string, il quadro è questo: la coda lunga delle pagine filtrate non solo non si riproduce, non è nemmeno reindirizzabile. Non esiste una scorciatoia tecnica. Esiste soltanto la ricostruzione.",[],{"_key":656,"_type":15,"children":657,"markDefs":662,"style":312},"sq57",[658],{"_key":659,"_type":19,"marks":660,"text":661},"s57",[],"Il cambio del 16 marzo 2026, e la lezione che contiene",[],{"_key":664,"_type":15,"children":665,"markDefs":670,"style":24},"sq58",[666],{"_key":667,"_type":19,"marks":668,"text":669},"s58",[],"Il 16 marzo 2026 Shopify ha cambiato la forma degli indirizzi dei filtri. Da quella data, quando si filtra per gruppo di filtri, l'indirizzo porta un identificatore di gruppo stabile al posto del valore testuale: dove prima si leggeva il nome del colore, adesso si legge un identificatore seguito da un numero. La motivazione dichiarata è ragionevole, e Shopify la scrive: gli identificatori stabili rendono i link con i filtri più affidabili fra le lingue e quando le etichette dei filtri vengono rinominate.",[],{"_key":672,"_type":15,"children":673,"markDefs":678,"style":24},"sq59",[674],{"_key":675,"_type":19,"marks":676,"text":677},"s59",[],"Nelle settimane successive è circolata la tesi che i vecchi indirizzi testuali avrebbero smesso di applicare il filtro a partire da fine aprile, con conseguenze pesanti per chi aveva pagine filtrate indicizzate. Quella data non compare in nessuna comunicazione ufficiale, e il changelog di Shopify, alla data in cui scriviamo, afferma il contrario, cioè che tutti gli indirizzi filtrati creati in precedenza continueranno a funzionare come previsto. Riportiamo ciò che Shopify dichiara, e chi vuole verificare ha il changelog a disposizione. Su queste cose non si fanno previsioni: si legge la fonte.",[],{"_key":680,"_type":15,"children":681,"markDefs":686,"style":24},"sq60",[682],{"_key":683,"_type":19,"marks":684,"text":685},"s60",[],"Ma la lezione non è la data, ed è per questo che il capitolo esiste. La lezione è che la forma di quegli indirizzi non è tua. È una superficie di prodotto, gestita dalla piattaforma, che cambia quando la piattaforma decide di cambiarla, con un preavviso che vive dentro un changelog per sviluppatori che il tuo responsabile marketing non leggerà mai. Una strategia di posizionamento non si costruisce su una superficie del genere. Si costruisce su pagine che possiedi: un indirizzo che hai scelto tu, un titolo che hai scritto tu, un testo che hai deciso tu. Su Shopify quelle pagine hanno un nome, e si chiamano collezioni.",[],{"_key":688,"_type":15,"children":689,"markDefs":694,"style":312},"sq61",[690],{"_key":691,"_type":19,"marks":692,"text":693},"s61",[],"Come si ricostruisce, e cosa va messo a preventivo",[],{"_key":696,"_type":15,"children":697,"markDefs":702,"style":24},"sq62",[698],{"_key":699,"_type":19,"marks":700,"text":701},"s62",[],"La tentazione, appena si scopre il problema, è di ricostruire tutte le combinazioni. È un errore aritmetico prima ancora che strategico: un catalogo con cinque filtri e una decina di valori per filtro genera decine di migliaia di combinazioni, e la quasi totalità di quelle combinazioni non è mai stata cercata da un essere umano. Ricostruirle tutte significa spendere un budget per creare migliaia di pagine vuote, che è il modo più elegante di trasformare un problema di traffico in un problema di qualità.",[],{"_key":704,"_type":15,"children":705,"markDefs":710,"style":24},"sq63",[706],{"_key":707,"_type":19,"marks":708,"text":709},"s63",[],"Il metodo giusto è l'opposto, ed è un metodo di selezione. Si esporta dalla Search Console l'elenco delle pagine filtrate che ricevono impression e clic reali. Si ordina per valore, tenendo conto sia del volume sia della posizione media, perché una pagina in quarta posizione con poche impression vale più di una in quarantesima con molte. Si taglia dove la coda diventa rumore. E si costruiscono, come collezioni dedicate, soltanto quelle. Le altre si lasciano andare, e senza rimpianti: erano nell'indice, non erano nel fatturato.",[],{"_key":712,"_type":15,"children":713,"markDefs":718,"style":24},"sq64",[714],{"_key":715,"_type":19,"marks":716,"text":717},"s64",[],"Le collezioni ricostruite possono essere automatiche, e su un catalogo grande devono esserlo: si definiscono per condizione, sul tipo di prodotto, sul tag, sul metafield, e si popolano da sole man mano che il catalogo cambia. Ed è qui che arriva la voce di lavoro che nessun preventivo contiene, perché non assomiglia a niente di quello che il cliente si aspetta di pagare: la tassonomia di tag e metafield che rende possibili quelle collezioni automatiche va disegnata prima dell'import, non dopo. Disegnarla dopo significa rifare il catalogo, e rifare il catalogo dopo l'import è il modo più caro di scoprire una cosa che si poteva sapere in analisi.",[],{"_key":720,"_type":15,"children":721,"markDefs":726,"style":24},"sq65",[722],{"_key":723,"_type":19,"marks":724,"text":725},"s65",[],"L'ordine, quindi, è questo. Si esporta la Search Console. Si decide quali pagine filtrate sopravvivono. Si disegna la tassonomia che permette di costruirle come collezioni. Si importa il catalogo con quella tassonomia già dentro. Si creano le collezioni, ciascuna con il proprio indirizzo, il proprio titolo e il proprio testo, perché una collezione senza testo non si posiziona su niente. E si agganciano ai menu e alla struttura di link interni, perché una collezione che nessuno linka è una pagina orfana, e le pagine orfane non le trova nemmeno Google. Sono cinque righe di preventivo, e sono le cinque righe che separano una migrazione riuscita da una migrazione che il cliente racconta male per due anni.",[],{"_key":728,"_type":15,"children":729,"markDefs":734,"style":139},"sq66",[730],{"_key":731,"_type":19,"marks":732,"text":733},"s66",[],"Le sei settimane dopo il lancio",[],{"_key":736,"_type":15,"children":737,"markDefs":742,"style":24},"sq67",[738],{"_key":739,"_type":19,"marks":740,"text":741},"s67",[],"Il giorno del lancio non si sa niente. Si comincia a sapere qualcosa dopo tre settimane, e si sa davvero dopo tre mesi. Nel frattempo si guardano cinque cose, e l'ordine conta perché è l'ordine in cui si interviene.",[],{"_key":744,"_type":15,"children":745,"level":356,"listItem":754,"markDefs":755,"style":24},"sq68",[746,750],{"_key":747,"_type":19,"marks":748,"text":749},"s68a",[21],"I 404, ma incrociati.",{"_key":751,"_type":19,"marks":752,"text":753},"s68b",[]," Non il report generico, che su un sito grande è sempre pieno e non dice niente. Si incrocia l'elenco degli errori con l'elenco delle pagine che portavano traffico. Un 404 su una pagina morta è normale amministrazione. Un 404 su una pagina che faceva mille sessioni al mese è un incendio, e va spento oggi.","number",[],{"_key":757,"_type":15,"children":758,"level":356,"listItem":754,"markDefs":767,"style":24},"sq69",[759,763],{"_key":760,"_type":19,"marks":761,"text":762},"s69a",[21],"I redirect che non scattano.",{"_key":764,"_type":19,"marks":765,"text":766},"s69b",[]," Su Shopify la causa più frequente è sempre la stessa, e l'abbiamo già vista: l'indirizzo di partenza non è rotto, quindi il redirect non parte. Si verifica a campione, con una lista, non a sensazione.",[],{"_key":769,"_type":15,"children":770,"level":356,"listItem":754,"markDefs":779,"style":24},"sq70",[771,775],{"_key":772,"_type":19,"marks":773,"text":774},"s70a",[21],"Il canonical scelto da Google.",{"_key":776,"_type":19,"marks":777,"text":778},"s70b",[]," Nella Search Console si legge la differenza fra il canonical dichiarato dalla pagina e quello effettivamente selezionato da Google. Quando divergono in modo sistematico, quasi sempre significa che i link interni del tema stanno dicendo qualcosa di diverso da quello che dice il tag.",[],{"_key":781,"_type":15,"children":782,"level":356,"listItem":754,"markDefs":791,"style":24},"sq71",[783,787],{"_key":784,"_type":19,"marks":785,"text":786},"s71a",[21],"Le collezioni ricostruite.",{"_key":788,"_type":19,"marks":789,"text":790},"s71b",[]," Sono pagine nuove, non hanno storia, e vanno seguite come pagine nuove: indicizzate, linkate, con contenuto proprio. Se dopo sei settimane non prendono impression, nove volte su dieci il problema è che nessuno le linka.",[],{"_key":793,"_type":15,"children":794,"level":356,"listItem":754,"markDefs":803,"style":24},"sq72",[795,799],{"_key":796,"_type":19,"marks":797,"text":798},"s72a",[21],"L'andamento aggregato, e solo alla fine.",{"_key":800,"_type":19,"marks":801,"text":802},"s72b",[]," Guardare la curva del traffico totale nella prima settimana non serve a decidere niente. Serve solo ad alzare la pressione sanguigna di chi la guarda, e a far prendere decisioni sbagliate a chi la commenta.",[],{"_key":805,"_type":15,"children":806,"markDefs":811,"style":24},"sq73",[807],{"_key":808,"_type":19,"marks":809,"text":810},"s73",[],"Sui tempi vale la disciplina, e vale un numero. I redirect si mantengono per almeno centottanta giorni, e più a lungo se su quegli indirizzi continua ad arrivare traffico da Google. Non è un numero scelto a caso: centottanta giorni è anche la durata per cui, dopo una richiesta di cambio di indirizzo, Google inoltra i segnali dal sito vecchio a quello nuovo e privilegia il nuovo nella scelta delle pagine canoniche. Passato quel periodo, se il sito vecchio è ancora raggiungibile, Google smette di riconoscere una relazione fra i due e tratta il vecchio come un sito estraneo. È il momento in cui una migrazione fatta male diventa una migrazione fatta male in modo definitivo.",[],{"_key":813,"_type":15,"children":814,"markDefs":819,"style":139},"sq74",[815],{"_key":816,"_type":19,"marks":817,"text":818},"s74",[],"Domande frequenti",[],{"_key":821,"_type":15,"children":822,"markDefs":827,"style":312},"sq75",[823],{"_key":824,"_type":19,"marks":825,"text":826},"s75",[],"Quanto traffico organico si perde migrando a Shopify?",[],{"_key":829,"_type":15,"children":830,"markDefs":835,"style":24},"sq76",[831],{"_key":832,"_type":19,"marks":833,"text":834},"s76",[],"Se l'architettura dell'informazione resta la stessa, i contenuti passano uno a uno e la mappa dei redirect è costruita sulle pagine che portano traffico reale, la perdita permanente tende a zero, e quella che si vede nelle prime settimane è la fluttuazione fisiologica che Google mette in conto per qualunque spostamento. Il traffico che si perde davvero è un altro, ed è sempre lo stesso: quello delle pagine filtrate indicizzate, che su Shopify non nascono da sole e vanno ricostruite come collezioni dedicate.",[],{"_key":837,"_type":15,"children":838,"markDefs":843,"style":312},"sq77",[839],{"_key":840,"_type":19,"marks":841,"text":842},"s77",[],"I redirect bastano a proteggere il posizionamento?",[],{"_key":845,"_type":15,"children":846,"markDefs":851,"style":24},"sq78",[847],{"_key":848,"_type":19,"marks":849,"text":850},"s78",[],"Bastano per le pagine che esistono da entrambe le parti, e per quelle funzionano bene: Google dichiara che i redirect permanenti non causano perdita di autorità. Non bastano per le pagine che nel sito nuovo non hanno un corrispettivo, che vanno ricreate. E non bastano affatto per le pagine filtrate, che su Shopify in molti casi non sono nemmeno reindirizzabili: gli indirizzi con il filtro per tag sulle collezioni non lo sono per dichiarazione di Shopify, e quelli con query string sono a rischio.",[],{"_key":853,"_type":15,"children":854,"markDefs":859,"style":312},"sq79",[855],{"_key":856,"_type":19,"marks":857,"text":858},"s79",[],"Perché le pagine filtrate non si trasferiscono?",[],{"_key":861,"_type":15,"children":862,"markDefs":867,"style":24},"sq80",[863],{"_key":864,"_type":19,"marks":865,"text":866},"s80",[],"Perché su Shopify i filtri non producono pagine, producono parametri sulla stessa collezione, e i temi ufficiali dichiarano come canonica la collezione base, dato che l'oggetto che alimenta il tag canonical restituisce l'indirizzo di default con i parametri rimossi. Non è una limitazione dell'indicizzazione, è una scelta di architettura: quelle pagine non esistono come pagine di atterraggio autonome. Il traffico che generavano si recupera costruendo collezioni dedicate, anche automatiche, non con un redirect.",[],{"_key":869,"_type":15,"children":870,"markDefs":875,"style":312},"sq81",[871],{"_key":872,"_type":19,"marks":873,"text":874},"s81",[],"Si può tenere la stessa struttura di indirizzi che si aveva prima?",[],{"_key":877,"_type":15,"children":878,"markDefs":883,"style":24},"sq82",[879],{"_key":880,"_type":19,"marks":881,"text":882},"s82",[],"Non del tutto, perché su Shopify i percorsi dei prodotti e delle collezioni sono fissi. Ma la struttura degli indirizzi e l'architettura dell'informazione sono due cose diverse, e conviene tenerle separate: la prima cambia, e per quella ci sono i redirect; la seconda si conserva, ed è quella che Google usa per ritrovare i segnali. Il consiglio, che è di Google e non nostro, è di non ridisegnare l'architettura nello stesso momento in cui si sposta il sito.",[],{"_key":885,"_type":15,"children":886,"markDefs":891,"style":312},"sq83",[887],{"_key":888,"_type":19,"marks":889,"text":890},"s83",[],"Quanto tempo ci mette Google a riassestarsi?",[],{"_key":893,"_type":15,"children":894,"markDefs":899,"style":24},"sq84",[895],{"_key":896,"_type":19,"marks":897,"text":898},"s84",[],"Qualche settimana perché la maggior parte delle pagine si sposti nell'indice, se il sito è di medie dimensioni, e di più se è grande, con una velocità che dipende dal numero di indirizzi e dalla rapidità del server. Nel frattempo l'oscillazione è normale e non va interpretata. Il momento in cui si tirano le somme non è il lunedì dopo il lancio: è il terzo mese.",[],{"_key":901,"_type":15,"children":902,"markDefs":907,"style":139},"sq85",[903],{"_key":904,"_type":19,"marks":905,"text":906},"s85",[],"In sintesi",[],{"_key":909,"_type":15,"children":910,"markDefs":915,"style":24},"sq86",[911],{"_key":912,"_type":19,"marks":913,"text":914},"s86",[],"Una migrazione non si giudica il giorno del lancio, e non si vince con la piattaforma. Si vince nella settimana in cui qualcuno apre la Search Console del sito vecchio, esporta l'elenco delle pagine che ricevono clic reali, e scopre che duecento di quelle pagine sono viste filtrate che nel sito nuovo non esisteranno. Da quel momento in poi non è più un rischio: è un problema di progettazione, e i problemi di progettazione hanno una soluzione e un costo.",[],{"_key":917,"_type":15,"children":918,"markDefs":941,"style":24},"sq87",[919,923,928,932,937],{"_key":920,"_type":19,"marks":921,"text":922},"s87a",[],"Chi affronta questo capitolo in analisi consegna nei tempi e non perde traffico. Chi lo affronta in collaudo scopre di avere un progetto più grande di quello che ha venduto, e lo scopre nel punto peggiore del calendario. Il metodo generale con cui si organizza il resto del lavoro, dalla mappatura dei contenuti al censimento dei servizi che si portano e di quelli che cadono, sta nel ",{"_key":924,"_type":19,"marks":925,"text":927},"s87b",[926],"lnkManuale","manuale d'esecuzione di una migrazione",{"_key":929,"_type":19,"marks":930,"text":931},"s87c",[],". Prima ancora, però, c'è una domanda che viene prima di tutte e che in troppi saltano: ",{"_key":933,"_type":19,"marks":934,"text":936},"s87d",[935],"lnkPillar","quando conviene fare un replatforming e quando invece è meglio restare fermi",{"_key":938,"_type":19,"marks":939,"text":940},"s87e",[],". Questa pagina ha senso soltanto dopo che a quella domanda hai già risposto sì.",[942,944],{"_key":926,"_type":129,"href":943},"\u002Fpost\u002Fmigrazione-su-shopify",{"_key":935,"_type":129,"href":945},"\u002Fpost\u002Fmigrazione-ecommerce-perche-come","2026-07-12T09:00:00.000Z","Cosa si perde davvero cambiando piattaforma e cosa no. Architettura, contenuti uno a uno, redirect chirurgici e la coda lunga dei filtri, la voce che nessun preventivo contiene.",false,{"_type":77,"alt":950,"asset":951,"originalFilename":953},"Migrazione SEO come passare a Shopify senza perdere il posizionamento",{"_ref":952,"_type":80},"image-09e8352545fff5d21490c3003db292ac79a0283f-2752x1536-png","Migrazione SEO come passare a Shopify senza perdere il posizionamento.png",{"_type":34,"current":955},"migrazione-seo-shopify","Migrazione SEO: come passare a Shopify senza perdere il posizionamento"]