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Giovanni Fracasso·

Shopify B2B senza Plus: cosa copre un piano standard e dove si ferma

6 min di lettura

Con B2B for all le funzioni B2B sono su tutti i piani Shopify a pagamento. Cosa ottieni senza il Plus, dov'è il tetto dei tre cataloghi e i segnali che dicono che non basta più.

Ecommerce B2B con Shopify

La domanda arriva sempre nello stesso modo: per vendere alle aziende con Shopify serve per forza il Plus? Fino a poco tempo fa la risposta era sì. Oggi non più. Con il rilascio B2B for all di aprile 2026 le funzioni fondamentali della vendita alle aziende sono disponibili su tutti i piani Shopify a pagamento, e la barriera d'ingresso si è abbassata parecchio.

Questo articolo risponde a una domanda sola, e in modo asciutto: cosa ottieni con il B2B di Shopify su un piano standard, dove si ferma quel piano, e quali sono i segnali che dicono che non basta più. Se stai ancora inquadrando il tema, abbiamo spiegato cos'è un ecommerce B2B e come funziona in un articolo dedicato.

Sui piani Basic, Grow e Advanced il B2B non è più un'aggiunta di terze parti: è parte della piattaforma, gestita dallo stesso pannello del commercio al consumatore. Ci sono i profili azienda, con le sedi e i buyer che ordinano sotto lo stesso account. Ci sono i termini di pagamento, che permettono di far ordinare a fattura con scadenza a trenta, sessanta o novanta giorni. Ci sono i prezzi a volume, che applicano scaglioni sulle quantità, e le carte salvate per i clienti ricorrenti.

E ci sono i cataloghi, fino a tre, con cui si assegnano assortimenti e prezzi diversi a clienti diversi. Tre cataloghi bastano a coprire, per esempio, una fascia di rivenditori, una di distributori e un mercato estero. Sono anche la funzione da tenere d'occhio, perché è quasi sempre il primo limite che si incontra.

Attorno a queste funzioni resta tutto il resto della piattaforma, che nel B2B serve esattamente come nel B2C: il checkout, la gestione fiscale con l'esenzione per i clienti business idonei, e Shopify Markets per servire più paesi con lingue, valute e prezzi diversi da un'unica base.

Il cambiamento non è solo una questione di piano. Prima, ognuna di quelle funzioni si otteneva con un'app dedicata: una per i listini, una per nascondere i prezzi a chi non è autenticato, una per approvare le registrazioni delle aziende, una per l'esenzione IVA. Il risultato era un ecommerce B2B tenuto in piedi da una pila di componenti di terze parti, ciascuno con il suo canone e i suoi aggiornamenti.

Il costo nascosto era altissimo. Ogni app è un punto di rottura: si aggiorna per conto suo, entra in conflitto con un'altra, smette di essere mantenuta, sbatte contro un cambio della piattaforma. Un B2B costruito su otto app è otto volte più fragile di uno costruito su funzioni native. Le app restano utili per i casi di nicchia e i flussi particolari, ma non sono più le fondamenta del progetto: sono rifiniture.

Il piano standard porta il B2B fino a una certa soglia, e poi si ferma. I limiti sono precisi, e conviene conoscerli prima di progettare. Il tetto dei tre cataloghi è il più evidente: chi ha decine di clienti con condizioni negoziate individualmente non ci sta dentro, e nemmeno chi ha più fasce e più mercati insieme. Manca l'assegnazione diretta dei cataloghi alle singole aziende e alle loro sedi, che è ciò che permette di rappresentare una struttura di prezzi articolata senza semplificarla a forza.

Mancano poi i pagamenti flessibili, gli acconti e i pagamenti a milestone, che servono a chi lavora su ordini a produzione o di alto importo. E manca l'architettura per la scala: il multi-negozio, i portali headless su misura, i flussi EDI con la grande distribuzione. Tutto questo vive su Shopify Plus, ed è il terreno di chi fa dell'ingrosso il proprio mestiere: lo abbiamo raccontato nell'articolo sulla vendita all'ingrosso con Shopify Plus.

Non serve una perizia per capirlo, bastano alcuni sintomi ricorrenti. Il primo è aritmetico: i clienti con condizioni proprie sono più di tre e li stai accorpando a forza in fasce che non li rappresentano. Il secondo riguarda le sedi: un cliente con più punti vendita e condizioni diverse per ciascuno non entra in un modello semplificato. Il terzo sono i pagamenti: se stai gestendo acconti e saldi fuori dalla piattaforma, con bonifici e fogli di calcolo, il negozio non ti sta più servendo.

Ce ne sono altri due, più strategici. Se apri mercati esteri con listini e valute proprie, i cataloghi finiscono ancora più in fretta. E se un cliente della grande distribuzione chiede di ricevere gli ordini via EDI, il piano standard non è il posto in cui quella conversazione può finire bene. Nessuno di questi segnali obbliga a cambiare piano il giorno dopo, ma tutti insieme dicono che il tetto è vicino.

È il timore più comune, e vale la pena sgombrarlo. Il passaggio a Plus non è un replatforming: è lo stesso negozio, con lo stesso catalogo, gli stessi ordini e gli stessi clienti, su un piano superiore. Quello che cambia sono i limiti che cadono, i cataloghi che diventano illimitati e assegnabili direttamente alle aziende, i pagamenti che si articolano, l'architettura che si apre al multi-negozio e alle integrazioni più pesanti.

Il lavoro vero, semmai, è di progettazione: rimettere in ordine la struttura dei listini e delle fasce che sul piano base si era compressa. È un'occasione per semplificare, e conviene affrontarla con metodo invece di trascinarsi dietro le forzature accumulate per stare sotto il tetto dei tre cataloghi.

Un punto vale per entrambi i piani. Nel B2B l'ecommerce non vive da solo: prezzi, giacenze, anagrafiche clienti, ordini e stati di pagamento risiedono nel gestionale o nell'ERP, ed è lì che devono restare allineati. Avere i listini nativi su Shopify serve a poco se quei listini non si sincronizzano con il sistema che li genera. In ICT Sviluppo il Total Data Hub è il sistema di connettori in cloud che fa dialogare Shopify con l'ERP e gli altri sistemi aziendali, ed è la parte del progetto che, molto più del piano scelto, decide se il B2B funzionerà.

Oggi si può vendere alle aziende con Shopify senza il Plus: profili azienda, termini di pagamento, prezzi a volume e fino a tre cataloghi sono su tutti i piani a pagamento, e per iniziare bastano. Il tetto si tocca quando i clienti con condizioni proprie superano il numero di cataloghi disponibili, quando servono acconti, sedi multiple, mercati esteri o flussi EDI. La domanda giusta, per decidere, non è quanti clienti business ho oggi, ma dove sarò fra diciotto mesi.

Si può fare un ecommerce B2B con Shopify senza il Plus?

Sì. Dal rilascio B2B for all di aprile 2026 le funzioni fondamentali, profili azienda, termini di pagamento, prezzi a volume, carte salvate e fino a tre cataloghi, sono disponibili su tutti i piani Shopify a pagamento, e sono native: non serve impilare app di terze parti.

Quanti cataloghi B2B si possono avere senza Shopify Plus?

Fino a tre. È il limite che si incontra per primo: chi ha più di tre gruppi di clienti con assortimenti o prezzi diversi, o serve mercati esteri con listini propri, esaurisce i cataloghi in fretta. Su Plus sono illimitati e si assegnano direttamente alle aziende e alle loro sedi.

Quando serve davvero Shopify Plus per il B2B?

Quando i clienti con condizioni negoziate superano i tre cataloghi, quando servono acconti e pagamenti a milestone, quando i clienti hanno più sedi con condizioni diverse, quando si aprono mercati esteri con listini propri o quando la grande distribuzione chiede flussi EDI.

Servono ancora le app per il B2B su Shopify?

Per le funzioni fondamentali no, perché sono native. Le app restano utili per casi di nicchia e flussi particolari, ma non sono più le fondamenta del progetto, e questo riduce sia i costi ricorrenti sia la fragilità del sistema.

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