La partita IVA su Shopify è necessaria? Tutto quello da sapere
Per vendere su Shopify in modo abituale serve la partita IVA, anche in dropshipping. Cosa dice la legge, quanto costa e quando il temporary shop ha senso.


Hai un’attività commerciale e stai pensando di espanderla nell’online? Allora devi aprire un sito e-commerce. Come funziona? Come muoversi? Quali sono gli step burocratici da seguire? In questo articolo ti fornisco una risposta a tutte queste domande. La partita IVA è comunque solo il primo fra gli adempimenti di un ecommerce, che vanno dalla trasparenza sui prezzi al trattamento dei dati fino all’accessibilità del sito.
Per prima cosa, indipendentemente che tu abbia o meno dimestichezza con l’online e con i siti web, può tornarti utilissimo Shopify. Inserire la partita IVA su Shopify è obbligatorio? Ti rispondo anche a questa domanda nei successivi paragrafi, ma prima fermiamoci un attimo per capire cos’è Shopify.
Cos’è Shopify e perché non puoi farne a meno
Shopify è una piattaforma e-commerce che consente di creare autonomamente il tuo negozio online e d'iniziare a vendere subito, anche se non hai particolare dimestichezza. Puoi vendere sia prodotti che servizi, sfruttando il canale fisico e digitale per incrementare gli introiti.
Per aprire la tua vetrina serve un abbonamento, e i piani oggi si chiamano Basic, Grow e Advanced, in ordine di funzioni e di costo; sopra di loro c'è Shopify Plus, che è un contratto a parte, pensato per i progetti enterprise. I prezzi li lascio fuori da questa pagina di proposito, cambiano e meritano una trattazione loro: li trovi aggiornati, con le commissioni e le differenze fra un piano e l'altro, nell'articolo su costi e prezzi di Shopify.
Quali sono i dati obbligatori per vendere online?
Prima d'iniziare a vendere devi assolvere ad una serie di adempimenti come:
- Scegliere la forma giuridica della società proprietaria del sito;
- Aprire una partita IVA;
- Fare richiesta d'iscrizione presso la Camera di Commercio competente;
- Presentare la SCIA al Comune di competenza;
- Aprire un indirizzo di posta elettronica certificata.
Devi anche inserire nel sito le seguenti informazioni obbligatorie:
- Ragione sociale;
- Sede legale;
- Codice fiscale della società e partita IVA;
- Ufficio del registro delle imprese dove è iscritta la società;
- Numero di iscrizione al REA;
- Capitale sociale e quota versata.
Shopify: partita IVA obbligatoria?
Dopo queste doverose precisazioni burocratiche e fiscali eccoci alla fatidica domanda: è obbligatoria la partita IVA su Shopify? Alla luce di quanto detto finora la risposta è sì.
La partita IVA è un codice unico di 11 numeri che l’Agenzia delle Entrate attribuisce ai liberi professionisti, agli imprenditori e ai lavoratori autonomi che svolgono attività professionale, artigiana o commerciale.
Per chi svolge un'attività di vendita abituale e continuativa la partita IVA è necessaria, e il criterio non è un numero di giorni: l'articolo 4 del DPR 633/1972 definisce l'esercizio di impresa come l'esercizio per professione abituale, ancorché non esclusiva, delle attività commerciali, ed è l'abitualità, cioè la ripetizione organizzata nel tempo, a far scattare l'obbligo.
I trenta giorni, che in giro si leggono spesso come soglia dell'abitualità, misurano in realtà un'altra cosa: sono il termine entro cui, una volta iniziata l'attività, va presentata la dichiarazione di inizio attività all'Agenzia delle Entrate, come prescrive l'articolo 35 dello stesso decreto. E sempre l'articolo 35 aggiunge un obbligo che chi vende online dimentica spesso: il numero di partita IVA va esposto nella home page del sito.
Partita IVA in dropshipping: è necessaria?
Ultimamente c’è una modalità di e-commerce particolarmente diffusa: il dropshipping. Anche in questo caso è obbligatoria la partita IVA? Prima di rispondere a questa domanda è opportuno capire innanzitutto cos’è il dropshipping.
La formula del dropshipping piace tantissimo poiché riduce i costi e di fatto elimina il rischio d'invenduto. In pratica consiste nel vendere un prodotto senza averlo materialmente nel magazzino. Il venditore espone i prodotti nella sua vetrina online, facendo da tramite tra l’acquirente e il fornitore.
Nel momento in cui un utente ordina un prodotto online, il venditore lo richiede al fornitore che si occupa personalmente della preparazione e della spedizione. Un sistema ideale per chi ha un budget limitato e vuole avviare un e-commerce low cost.
Anche per il dropshipping serve la partita IVA? La risposta è sì, poiché si configura come un’attività continuativa, quindi stabile. Aprire la partita IVA rientra tra gli obblighi fiscali da adempiere se hai un sito e-commerce.
Quali sono i costi di una partita IVA?
Ci sono i diritti da versare alla Camera di Commercio e al Comune, che cambiano in base alla forma dell'impresa e al Comune stesso, e poi i costi che pesano davvero sul lungo periodo: la contabilità, i contributi previdenziali, le imposte sul reddito. La cifra esatta dipende dal tuo caso, ed è la prima domanda da fare al commercialista.
La forma giuridica rappresenta la configurazione di un’attività sotto il profilo giuridico e ne sono 3:
- Ditta individuale: l’azienda coincide con l’imprenditore, che è responsabile dei debiti con tutto il suo patrimonio. Rappresenta la forma più vantaggiosa da un punto di vista economico;
- Società di persone: l’azienda è un soggetto separato dai soci che sono però responsabili dei debiti dell’azienda con il loro patrimonio;
- Società di capitali: l’azienda è un soggetto a sé rispetto ai soci. Il patrimonio dell’azienda è separato dal patrimonio dei soci. Tra le tre tipologie è quella più costosa, ma anche la più flessibile.
La partita IVA nel dropshipping è necessaria anche se non si superano i 5.000 euro?
Chi svolge un lavoro autonomo occasionale, saltuario ed episodico, non ha l'obbligo di aprire la partita IVA. Fino a 5.000 euro di reddito annuo non versa nemmeno i contributi; superata quella soglia scatta l'iscrizione alla Gestione Separata INPS e i contributi si pagano solo sulla parte eccedente, come prevede l'articolo 44 del decreto legge 269/2003. Attenzione però al perimetro: la norma parla di lavoro autonomo occasionale, e la vendita di beni che si ripete nel tempo, il dropshipping compreso, difficilmente ci sta dentro.
Il discorso cambia per il dropshipping, che nasce continuativo per costruzione: c'è un catalogo, un fornitore, una vetrina sempre aperta. Se l'idea è solo testare un'offerta per un periodo breve e dichiarato, esiste una strada intermedia, il temporary shop, e vale la pena capire cosa può fare davvero e cosa no.
Temporary shop senza partita IVA: come funziona?
Fare dropshipping senza partita IVA è possibile solo in un caso: il temporary shop.
È un'attività commerciale a tutti gli effetti, aperta e chiusa in un arco di tempo breve e dichiarato in partenza. Può stare fuori dal perimetro della partita IVA solo finché resta davvero occasionale ed episodica: il criterio è sempre quello dell'articolo 4, l'abitualità, e la valutazione sul caso concreto spetta al commercialista. Questo articolo ti dà la mappa, non è una consulenza fiscale.
In che occasione il temporary shop può rivelarsi una valida alternativa? I brand di moda possono ad esempio testare nuovi prodotti, lanciare promozioni e collezioni a livello locale o vendere la merce in eccedenza sfruttando l’effetto scarsità.
Grazie a questo “negozio” temporaneo puoi testare la validità della tua offerta, senza sostenere i costi della partita IVA, per poi decidere cosa fare. Se hai ottenuto risposte positive, allora vale la pena aprire un sito e-commerce per incrementare i guadagni. Se la tua idea non ha ottenuto il successo sperato, allora puoi tranquillamente chiudere il temporary shop senza spese aggiuntive.
In tal caso inizia a sondare il mercato dei migliori fornitori in dropshipping senza partita IVA. Se infatti le cose vanno per il verso giusto e decidi di aprire un dropshipping, è sicuramente utile muoversi con largo anticipo. Tra le prime cose da fare devi appunto trovare fornitori affidabili, operazione non facile e che comunque richiede un certo periodo di tempo.
Quali sono gli step per aprire un temporary shop?
Hai deciso di aprire un temporary shop per testare la tua idea di marketing? Perfetto! Devi però muoverti nella direzione giusta e nello specifico seguire 5 step:
- Consulta il tuo Comune per assicurarti che preveda il temporary shop per gli e-commerce. Non sempre i Comuni sono preparati e, in tal caso, devi concordare con il SUAP (Sportello Unico delle Attività Produttive) come aprire un negozio temporaneo;
Prepara tutto con largo anticipo, per farti trovare pronto ad ogni evenienza. In particolare scegli con oculatezza i prodotti e i fornitori; informati sulle eventuali limitazioni per la spedizione dei prodotti, soprattutto se vendi anche all'estero; crea il tuo sito; prepara un piano di marketing serio. Il periodo che hai dichiarato è breve per definizione, quindi evita i tempi morti e ottimizza ogni giorno a disposizione;
Presenta la SCIA presso il tuo Comune di riferimento. Alla chiusura del periodo dichiarato ne presenterai un'altra per cessare l'attività, se il test non ha funzionato, oppure aprirai la partita IVA per trasformare il test in un negozio vero;
- Occhio a dove vendi. Internet è un mondo magico che ti apre molte porte, anche all’estero. In tal caso però fai molta attenzione alle normative e agli adempimenti richiesti in altri paesi esteri. Potrebbero infatti essere necessarie ulteriori spese a seconda delle normative presenti all’estero. Meglio affidarsi ad un esperto del settore per evitare noie burocratiche e brutte sorprese;
Tieni sotto controllo il reddito generato dal tuo temporary shop. Sopra i 5.000 euro annui scatta l'iscrizione alla Gestione Separata INPS, con i contributi dovuti sulla parte che eccede la soglia.
Conclusioni
Se hai intenzione di aprire un e-commerce, la partita IVA è un passaggio obbligatorio. L’alternativa sarebbe il temporary shop che, se dovesse andare bene, richiederebbe comunque l’apertura della partita IVA.
Qualunque sia la tua scelta Shopify è un validissimo alleato, per creare un sito web personalizzato e plasmato sulle esigenze dei tuoi clienti. Oltre a tagliare i costi e i tempi, hai la possibilità di creare da subito un sito bello graficamente e perfettamente fruibile, così da incrementare le vendite e quindi i guadagni.
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