Le URL con "/collections/" e "/products/" in Shopify non sono un problema per la SEO

Chi lavora con Shopify, prima o poi, se lo è sentito dire: quelle URL con /collections/ e /products/ nel mezzo rovinerebbero il posizionamento. È una di quelle convinzioni dure a morire, che circolano tra sviluppatori, consulenti SEO e merchant come se fossero un dato di fatto. La verità è più semplice: non c'è nessuna evidenza che questa struttura di URL sia un problema di posizionamento. Ne ho viste passare a decine, di migrazioni da altri sistemi verso Shopify, e non una sola ha perso ranking a causa delle URL, anzi, di solito i siti che arrivano su Shopify prendono vigore.
Vale la pena dirlo con franchezza, perché spesso questa storia non nasce da una preoccupazione tecnica ma da una tattica commerciale. Le URL, i cosiddetti costi variabili, e altri spauracchi simili sono leve che i venditori di altre piattaforme usano per spaventare chi sta valutando di passare a Shopify. È un gioco al limite del dolo, perché genera confusione e ansia su un tema che non dovrebbe generarne alcuna. Quindi, un bel respiro: usare le URL di Shopify con /collections/ e /products/ non comporta penalizzazioni SEO. Detto questo, c'è un accorgimento tecnico che vale davvero la pena conoscere, e lo vediamo verso la fine.
Come Shopify costruisce le URL
Shopify usa una struttura di URL fissa, che include automaticamente i segmenti /products/ per i prodotti e /collections/ per le collezioni. Una pagina prodotto vive su tuosito.com/products/nome-prodotto, una collezione su tuosito.com/collections/nome-collezione. È una scelta di impostazione, pensata per organizzare i contenuti in una gerarchia logica, e non si può cambiare: non esiste un modo per togliere /products/ o /collections/ dalle URL di Shopify. È un vincolo della piattaforma, non un difetto da nascondere.
La parte che conta, ai fini SEO, è un'altra: la leggibilità della URL, non la sua lunghezza. Google non penalizza una URL perché è lunga. Penalizzerebbe, semmai, una URL illeggibile, piena di codici e parametri senza senso. La URL di Shopify, anche quando è annidata, resta comprensibile: tuosito.com/collections/abbigliamento/products/maglietta-rossa dice esattamente cosa c'è in pagina. L'unica leva su cui hai davvero controllo è lo slug, la parte finale che identifica il prodotto o la collezione: tienilo chiaro, breve e con la parola chiave giusta, ed evita sigle vuote come prod, item o codici numerici.
Il vero tema: i contenuti duplicati e il tag canonical
Qui sta l'unico punto tecnico che merita attenzione, ed è anche quello che alimenta il mito. Quando un prodotto appartiene a più collezioni, Shopify genera una URL diversa per ogni collezione, più la URL pulita del prodotto. Lo stesso prodotto, quindi, è raggiungibile da più indirizzi:
- tuosito.com/collections/saldi/products/maglietta-rossa
- tuosito.com/collections/nuovi-arrivi/products/maglietta-rossa
- tuosito.com/products/maglietta-rossa
Senza accorgimenti, Google potrebbe leggere questi indirizzi come pagine diverse con lo stesso contenuto, cioè contenuto duplicato. Ma Shopify lo gestisce in automatico con il tag canonical: ogni versione annidata dichiara come pagina principale quella pulita, tuosito.com/products/maglietta-rossa, e Google consolida lì i segnali. Vale anche per le varianti: l'indirizzo con ?variant= in coda punta sempre, via canonical, alla pagina prodotto base. In pratica il problema del duplicato è già risolto dalla piattaforma, e per questo nella stragrande maggioranza dei casi non devi fare nulla.
L'accorgimento che fa la differenza: i link interni
C'è però una sfumatura che gli SEO più attenti conoscono, e che vale la pena sistemare sui cataloghi grandi. Il tag canonical dice a Google qual è la pagina giusta, ma i link interni del tema, di default, puntano alla versione annidata, non a quella canonica. In pratica, quando un cliente clicca un prodotto da una pagina collezione, finisce su un indirizzo del tipo /collections/.../products/..., e tutti i collegamenti interni del sito rinforzano quella versione invece della URL pulita.
Perché conta? Per due motivi. Il primo è l'efficienza di scansione: su un catalogo con migliaia di prodotti, ognuno presente in più collezioni, si moltiplicano gli indirizzi da scansionare, e il crawler spende tempo su versioni che non vuoi nemmeno indicizzare. Il secondo è il valore dei link: l'autorità che passa attraverso i collegamenti interni si disperde sulle versioni annidate invece di concentrarsi sulla URL canonica. Il canonical è un suggerimento, non un ordine, e ogni tanto Google può anche ignorarlo. Allineare i link interni alla URL canonica toglie ambiguità.
La buona notizia è che si sistema con una modifica minima al tema: nei file che generano i link dei prodotti si rimuove il filtro within: collection, così tutti i collegamenti interni puntano alla forma pulita /products/nome-prodotto, quella che coincide con il canonical. È un intervento da poche righe, ma su uno store grande ripulisce la struttura e rende la scansione più ordinata. Un dettaglio da valutare: togliere la collezione dall'indirizzo incide sui breadcrumb, che Shopify costruisce proprio leggendo la collezione nella URL, quindi va gestito con criterio.
Cosa fare in concreto
Mettendo insieme i pezzi, le cose che spostano l'ago sono poche e tutte alla portata.
- Cura gli slug: nome di prodotto e di collezione chiaro, breve, con la parola chiave.
- Lascia lavorare il canonical: nella maggior parte dei casi è già corretto, ma una verifica con Google Search Console o Screaming Frog non fa male.
- Allinea i link interni alla URL canonica, soprattutto sui cataloghi grandi.
- Tieni la sitemap aggiornata e inviala a Search Console, così le URL giuste vengono scansionate.
In conclusione
La presenza di /collections/ e /products/ nelle URL di Shopify non è un ostacolo al posizionamento. Google capisce la gerarchia, il canonical consolida i duplicati, e una migrazione fatta bene non perde ranking per via delle URL: semmai lo guadagna, perché eredita un'infrastruttura più solida. L'unico lavoro che vale davvero la pena fare è quello fine, sui link interni e sugli slug, e riguarda i cataloghi grandi più del negozio medio. La prossima volta che qualcuno ti agita lo spauracchio delle URL per scoraggiarti dal passare a Shopify, sai che è una leva commerciale, non un problema tecnico.
Domande frequenti
Le URL con /collections/ e /products/ danneggiano la SEO di Shopify?
No. Google indicizza e comprende senza problemi questa struttura, e Shopify gestisce in automatico i contenuti duplicati con il tag canonical, che indica come pagina principale la URL pulita del prodotto. Non c'è penalizzazione legata a questi segmenti.
Si possono togliere /collections/ e /products/ dalle URL di Shopify?
No, i due segmenti sono fissi e non si rimuovono: ogni URL di Shopify deve fare riferimento a /products/ o /collections/. Quello che si può fare è far sì che i link interni puntino alla versione pulita /products/nome-prodotto, evitando il percorso annidato attraverso la collezione.
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