8 ragioni per non scegliere Magento per un nuovo ecommerce nel 2026
Stai scegliendo la piattaforma per un progetto nuovo e Magento è sul tavolo. Otto ragioni per cui, oggi, per un'azienda mid-market non è la scelta più razionale.


Questo articolo è per chi Magento non ce l'ha. È per chi sta scegliendo la piattaforma su cui costruire un ecommerce nuovo, o su cui rifare quello che c'è, e si trova Magento sul tavolo delle opzioni — magari perché gliel'ha proposto un fornitore, magari perché la licenza open source non costa niente e sembra la scelta prudente. La domanda quindi non è esci da Magento, è un'altra e viene prima: conviene entrarci?
Una premessa onesta
Magento non è una brutta piattaforma, e chi la racconta così di solito non l'ha mai gestita davvero. È un sistema potente, flessibile, con una comunità enorme e una posizione di forza riconosciuta sui cataloghi complessi. Le ragioni che seguono non dicono che Magento è sbagliato: dicono che per una larga fetta di aziende mid-market, oggi, non è la scelta più razionale per un progetto che nasce adesso. È una valutazione di adeguatezza, non un processo. Se prima serve il quadro di che cos'è Magento, con vantaggi e svantaggi, conviene partire da lì.
Una precisazione che cambia tutto il ragionamento: sotto il nome Magento ci sono due prodotti diversi. Magento Open Source è la versione gratuita e auto-ospitata, ed è quella con cui la maggior parte delle aziende entra in contatto pensando di risparmiare. Adobe Commerce è la versione a licenza, con funzioni e supporto che l'altra non ha. Chi valuta Magento quasi sempre sta valutando la prima, e le ragioni qui sotto pesano soprattutto su quella.
Le otto ragioni per non scegliere Magento
- Il costo totale, non il prezzo della licenza. È la trappola più comune, e scatta proprio in fase di scelta. Magento Open Source si scarica gratis, e quello è l'unico numero certo dell'intera equazione. Il resto arriva dopo: server dimensionati per i picchi, sviluppo, moduli a pagamento, manutenzione, patch di sicurezza, ambienti di test. Su Adobe Commerce si aggiunge una licenza il cui prezzo Adobe non pubblica: pubblica il modello — il livello di prezzo dipende dal GMV e dall'AOV dichiarati, ed è fissato nel Sales Order — e la cifra si scopre solo in trattativa. Il gratuito di Magento non è gratuito: è un costo spostato più avanti nel tempo, e chi sceglie oggi lo paga per cinque anni.
- Ti serve un team tecnico, sempre. Magento non è una piattaforma che un reparto marketing porta avanti in autonomia. Quasi ogni modifica rilevante — una regola di prezzo, una nuova integrazione, un cambio nel checkout — richiede uno sviluppatore. Vuol dire un team interno oppure un'agenzia in pianta stabile: un impegno strutturale e continuo, che va messo a budget dal primo anno e non dal terzo.
- Le competenze sono rare, e non lo diventeranno di meno. Uno sviluppatore Magento capace di lavorare sul core è una figura costosa e difficile da trovare, e il mercato del lavoro si sta spostando altrove, non verso. Chi sceglie Magento oggi sceglie anche il bacino da cui pescherà per i prossimi anni, e sceglie il proprio potere contrattuale con chi quel lavoro lo sa fare.
- Aggiornamenti e manutenzione sono affar tuo, e hanno una scadenza. Patch di sicurezza, passaggi di versione, ambienti di collaudo in cui verificare la compatibilità prima della produzione: tutto lavoro che qualcuno deve fare e governare, e che può rompere personalizzazioni e moduli. E non è nemmeno più facoltativo: le versioni hanno finestre di supporto pubblicate, e su Adobe Commerce on Cloud c'è una policy di enforcement con date. Ci torniamo fra due righe, perché è il punto più sottovalutato di tutti.
- La sicurezza ricade su di te. Essendo auto-ospitato, molto diffuso e scritto in PHP, Magento è un bersaglio noto, e la protezione dei dati e dei pagamenti dei clienti dipende da come tieni aggiornata e blindata la tua installazione. La fine del supporto di Magento 1, nel 2020, ha lasciato migliaia di negozi a migrare in fretta: è il promemoria di che cosa significa avere la sicurezza sulle proprie spalle.
- Le performance vanno conquistate. Magento non è leggero per natura, e senza un lavoro serio di ottimizzazione, caching, infrastruttura adeguata e un frontend moderno come Hyvä, le pagine tendono a caricare lente. La velocità non arriva nella confezione: è il risultato di scelte tecniche e di budget che vanno messe in conto fin dall'inizio del progetto, non recuperate dopo.
- Tempi e costi di progetto più alti. La libertà di personalizzazione ha un prezzo: i progetti Magento sono mediamente più lunghi e più onerosi, dal tema custom alle integrazioni. Può avere perfettamente senso per chi ha esigenze fuori standard. Diventa sproporzionato per chi avrebbe raggiunto lo stesso risultato, prima e con meno spesa, su una piattaforma a servizio — e il punto è che questo lo scopri a metà del progetto, non prima.
- Il rischio sulla roadmap, ed è quello che pesa di più su una scelta nuova. Da quando Adobe ha acquisito Magento, l'investimento si è spostato verso Adobe Commerce e verso il suo futuro SaaS. Chi sceglie oggi Magento Open Source sceglie una versione che il proprietario della piattaforma non sta accompagnando in quel futuro: il codice continua a uscire, ma la Software Lifecycle Policy dichiara espressamente di non applicarsi a Magento Open Source, e il supporto esteso non è disponibile per il codice open source. La community fa un lavoro prezioso, con Mage-OS e con Hyvä, ma è una rotta diversa da quella del prodotto.
- Il time-to-market sull'innovazione. Mentre il mercato corre su intelligenza artificiale, commercio agentico e checkout accelerato, su Magento ogni novità è un progetto da costruire e poi da mantenere. Su una piattaforma a servizio le stesse funzioni arrivano con l'aggiornamento, già integrate. In una fase in cui il commercio cambia ogni trimestre, la velocità con cui puoi adottare una funzione nuova è un vantaggio competitivo, non un dettaglio tecnico.
Il punto che quasi nessuno mette sul tavolo: il ciclo di vita
Vale la pena aprire la quarta ragione, perché in fase di scelta non la considera quasi nessuno e a tre anni di distanza è quella che presenta il conto. Le versioni di Adobe Commerce hanno una finestra di supporto di tre anni dalla data di rilascio, con la possibilità di un anno aggiuntivo di supporto esteso. E per chi sta su Adobe Commerce on Cloud, Adobe ha introdotto una policy di enforcement: alla scadenza smette di mantenere gli ambienti che girano su versioni non supportate e si riserva il diritto di dismetterli. La prima data di enforcement è il 1° giugno 2027 (fonti: Adobe Experience League, Software lifecycle policy e Version upgrade enforcement policy, verificate il 12 luglio 2026).
Detto senza allarmismi, perché non servono: scegliere Magento oggi significa mettere a calendario, già adesso, un progetto di aggiornamento ogni tre o quattro anni, con il collaudo di tutte le personalizzazioni e di tutti i moduli di terze parti. Non è un difetto nascosto, è una voce di costo che va semplicemente scritta nel business plan accanto alle altre. Il problema non è che esista: è che nei preventivi non c'è quasi mai.
E se Magento ce l'hai già?
Allora questo non è il tuo articolo, ed è giusto dirtelo invece di farti leggere fino in fondo un pezzo scritto per qualcun altro. Le ragioni qui sopra servono a non entrare; a te serve capire quanto ti costa restare, che è una domanda diversa e ha risposte diverse. I segnali concreti — il tempo che passa fra una richiesta e la sua messa online, gli aggiornamenti rimandati per paura, la bolletta di manutenzione che cresce senza che il negozio venda di più — sono il tema di un pezzo dedicato a chi Magento ce l'ha già.
Le alternative, e quando Magento resta la scelta giusta
Se stai scegliendo adesso, la domanda non è Magento sì o Magento no: è quale piattaforma regge il tuo progetto nei prossimi cinque anni. Sul tavolo, per un'azienda mid-market, ci sono di solito quattro nomi, e ognuno ha un terreno su cui vince davvero. Il confronto fra Shopify, Magento, PrestaShop e WooCommerce è il posto da cui partire, perché mette in fila i criteri prima dei prodotti. Noi proponiamo Shopify, e in particolare Shopify Plus sui progetti enterprise: non per il prezzo, ma per il modello — infrastruttura, sicurezza, aggiornamenti e scalabilità sono della piattaforma, e l'azienda si concentra sul vendere.
E restiamo onesti fino in fondo: ci sono casi in cui Magento è la scelta giusta anche per un progetto nuovo. Un catalogo con decine di assi di variazione, dove il tetto delle tre opzioni per prodotto di Shopify diventa un muro. Logiche di prezzo davvero fuori standard. Un team tecnico interno già forte, che l'infrastruttura la gestisce bene e per cui metà delle ragioni qui sopra non esistono. La domanda da farsi non è se Magento sia buono o cattivo, ma se le tue esigenze giustifichino la complessità che porta con sé. È il ragionamento che sviluppiamo, funzione per funzione, nel confronto diretto fra Magento e Shopify.
Il nostro mestiere è questo: aiutare le aziende a leggere la propria situazione senza pregiudizi e a scegliere la piattaforma che lavora per loro, non contro di loro. Che poi, tradotto in una frase sola, significa una cosa banale e vera: la piattaforma è un mezzo, e la scelta giusta è quella che ti lascia più energie da spendere sul tuo business.
Domande frequenti
Magento Open Source è davvero gratis?
La licenza sì, il progetto no. Restano a carico dell'azienda l'hosting dimensionato per i picchi, i sistemisti, lo sviluppo, i moduli a pagamento, la manutenzione, le patch di sicurezza e gli ambienti di collaudo. È un costo che non sparisce: si sposta dalla voce licenza alla voce gestione, e cresce con la complessità del negozio.
Quanto costa Adobe Commerce?
Adobe non pubblica il prezzo: la pagina prezzi ufficiale rimanda a un contatto commerciale. Pubblica il modello — il livello di prezzo dipende dal GMV e dall'AOV dichiarati, oppure da un limite di ordini, ed è fissato nel Sales Order — il che significa che il costo cresce con il fatturato. Le cifre che circolano online sono stime di terzi, divergono fra loro in modo consistente e non hanno valore in una trattativa.
Se scelgo Magento, ogni quanto dovrò aggiornare?
Le versioni di Adobe Commerce hanno tre anni di supporto regolare dalla data di rilascio, più la possibilità di un anno di supporto esteso. Per chi è su Adobe Commerce on Cloud esiste una policy di enforcement: alla scadenza Adobe smette di mantenere gli ambienti su versioni non supportate e si riserva di dismetterli, e la prima data è il 1° giugno 2027. In pratica: un progetto di aggiornamento ogni tre o quattro anni, da mettere a budget prima di firmare, non dopo.
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