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Giovanni Fracasso·

I problemi di Magento e Adobe Commerce (e come Shopify Plus li risolve)

13 min di lettura
i problemi di magento e adobe

Chi gestisce un e-commerce su Magento, oggi confluito in Adobe Commerce, conosce bene una serie di attriti che tornano sempre uguali. Non perché Magento sia un brutto software, anzi: è una piattaforma potente, flessibile, con una storia importante. Il punto è che il suo modello, una piattaforma che installi, ospiti e mantieni, porta con sé alcuni problemi ricorrenti, gli stessi che ci raccontano le aziende quando ci chiedono di valutare una migrazione.

In questo articolo li mettiamo in fila uno per uno, senza demonizzare nulla, e per ognuno spieghiamo come lo affronta Shopify, in particolare nella versione Shopify Plus. È lo stesso ragionamento che facciamo con i nostri clienti prima di un replatforming, e che trovi anche nel confronto più ampio tra Shopify e Magento.

I problemi ricorrenti che ci raccontano le aziende sono sostanzialmente questi:

  • complessità del backend, un pannello potente ma difficile da governare senza uno sviluppatore.
  • performance legate all'infrastruttura, che diventano una responsabilità tua e non della piattaforma.
  • competenze e assistenza sempre più rare e costose da trovare sul mercato.
  • personalizzazioni e aggiornamenti che richiedono tempo, test e budget continui.
  • costo totale che cresce nel tempo, ben oltre il prezzo della licenza.

Vediamoli nel dettaglio, con la risposta che a ciascuno di essi dà il modello SaaS di Shopify.

La prima cosa che salta fuori è la complessità dell'interfaccia di amministrazione. Magento è progettato per coprire una gamma enorme di esigenze, e questa ricchezza è anche il suo tallone d'Achille: il backend ha tante opzioni, tante configurazioni, tanti moduli, e per chi non è tecnico diventa difficile da governare. Ogni piccola modifica rischia di richiedere lo sviluppatore, e questo rallenta tutto.

Come lo affronta Shopify

Shopify nasce con un'ossessione per la semplicità d'uso. L'interfaccia è pulita, la curva di apprendimento è più dolce, e la gestione quotidiana del negozio è alla portata anche di chi non scrive codice. Conta poi un fatto strutturale: Shopify è una soluzione SaaS in cloud, quindi tutta la parte di infrastruttura, server e scalabilità è gestita dalla piattaforma. Il merchant non si occupa di hosting o requisiti di sistema, si occupa del suo business.

Sui pagamenti la differenza si sente subito: Shopify integra un sistema di pagamento nativo, mentre su Magento le integrazioni di pagamento vanno configurate e mantenute. E aprire un nuovo mercato, con valuta, lingua, imposte, spese di spedizione e listino dedicati, è un'operazione rapida grazie a Shopify Markets. Tradotto: meno ore sul backend, più ore sul progetto di business.

Il secondo problema classico è la lentezza del sito sotto carico, soprattutto con cataloghi grandi o traffico elevato. Qui va detta una cosa onesta: raramente è colpa di Magento in sé, più spesso è l'infrastruttura attorno che non è stata dimensionata bene. Solo che è esattamente questo il punto. Con un sistema self-hosted la responsabilità delle performance è tua, e non tutte le aziende hanno in casa le competenze sistemistiche per garantirle.

Come lo affronta Shopify

Shopify gestisce hosting e scalabilità al posto tuo. Non perdi un minuto a preoccuparti del server o dei settaggi per reggere un picco: l'infrastruttura è progettata per scalare, con un uptime garantito del 99,99% e una capacità che arriva a oltre 10.000 checkout al minuto. Le risorse crescono con le tue esigenze, senza che tu debba dimensionare nulla in anticipo o pagare server sovradimensionati tutto l'anno per sopravvivere a un giorno di saldi.

Una precisazione doverosa, perché la verità aiuta più dello slogan: il SaaS non ti rende immune dagli errori. Se ti fai costruire un tema custom o un progetto headless da chi non ha le competenze, o se da utilizzatore installi decine di app che appesantiscono il frontend, il sito rallenta lo stesso. La piattaforma regge, ma quello che ci metti sopra deve essere fatto bene. Per i progetti enterprise più estremi, con volumi davvero molto alti, esiste Commerce Components by Shopify, la versione componibile della piattaforma, che però presuppone esigenze e budget di una certa scala.

Replatforming

Terzo problema, molto sentito: la difficoltà di trovare supporto qualificato e tempestivo. Negli anni il numero di aziende e sviluppatori che lavorano su Magento a livello core, in modo davvero competente, si è ridotto. Proprio la complessità di sviluppo della piattaforma rende difficile per molte agenzie offrire un livello di assistenza soddisfacente, e questo si traduce in tempi più lunghi e costi più alti.

Come lo affronta Shopify

L'ecosistema Shopify è in crescita, con una community ampia e attiva. Attenzione però a non cadere nell'equivoco opposto: il fatto che Shopify sia più accessibile non significa che chiunque sappia costruirci sopra progetti seri. Le agenzie capaci di sviluppare temi personalizzati, integrazioni con i gestionali e app private in linea con la filosofia della piattaforma sono ancora poche.

Parlando per noi e non per gli altri: ICT Sviluppo lavora con Shopify dal 2013, è Shopify Premier Partner, uno dei pochissimi in Italia. Negli anni abbiamo costruito un metodo che ci permette di coprire l'intera gamma di servizi su Shopify, dallo sviluppo di temi personalizzati alla data integration con gestionali e PIM, dalle app private e pubbliche fino ai sistemi headless e composable. È il tipo di competenza che su Magento, oggi, è sempre più rara e cara.

Quarto problema: la complessità delle personalizzazioni e, soprattutto, degli aggiornamenti. Su Magento anche modifiche non banali richiedono tempo e competenze avanzate, e tenere il sistema aggiornato è un progetto a sé. Ogni nuova versione rischia di entrare in conflitto con le personalizzazioni e i moduli di terze parti, e devi testare tutto per evitare di rompere qualcosa. È un lavoro continuo, che assorbe budget.

Come lo affronta Shopify

Qui la differenza è netta. Shopify gestisce gli aggiornamenti automaticamente: il tuo negozio è sempre sull'ultima versione, senza interventi manuali e senza la paura dell'update che manda giù il sito. Non esiste la nottata passata a fare l'upgrade, semplicemente perché non c'è un upgrade da fare.

Le personalizzazioni standard passano dalle app dello store, la cui compatibilità è garantita dal sistema SaaS. Ma se serve una funzione particolare, che non esiste nello store e che modifica in profondità un processo di navigazione, di acquisto o di backend B2B o B2C, nessun problema: si sviluppano app private ad hoc. Possono essere scritte in qualunque linguaggio e ospitate su un server esterno, dialogando con Shopify via API, oppure costruite con le Shopify Functions dentro sandbox dedicate, per cambiare logiche di sconto, spedizione, pagamento e checkout direttamente nella piattaforma. Tutto questo estende le funzioni senza intaccare l'integrità del sistema, e senza l'effetto valanga degli aggiornamenti.

C'è poi un problema che riassume un po' tutti gli altri: il total cost of ownership, cioè il costo totale di possesso nel tempo. Con Magento Open Source la licenza è gratuita, ma il software gratis non vuol dire e-commerce gratis: hosting, sistemisti, sviluppatori, manutenzione, aggiornamenti di sicurezza e moduli a pagamento sono tutti costi che restano sulle tue spalle. Con Adobe Commerce alla licenza, tutt'altro che economica, si somma comunque gran parte di quei costi di gestione e sviluppo.

Shopify Plus ribalta la logica: un costo di licenza chiaro e prevedibile, dentro al quale trovi hosting, sicurezza, aggiornamenti, capacità di picco e supporto. Il grosso del costo è concentrato lì, e questo rende il budget pianificabile invece che soggetto a continui imprevisti. Abbiamo messo i numeri a confronto, voce per voce, nell'analisi dei costi tra Magento, Adobe Commerce e Shopify Plus, e nel dettaglio di come funziona e quanto costa Shopify Plus.

C'è un altro nodo che emerge spesso, soprattutto nelle aziende che vendono all'estero o che hanno una componente all'ingrosso. Su Magento gestire più paesi, più valute e più listini, magari con un canale B2B accanto a quello B2C, è possibile ma richiede configurazioni, store multipli e manutenzione dedicata. Ogni mercato in più tende a diventare un pezzo di sistema in più da tenere allineato.

Come lo affronta Shopify

Shopify gestisce i mercati esteri in modo nativo con Shopify Markets, che permette di impostare valute, lingue, dazi e listini differenti per ogni paese, perfino adattando elementi delle pagine al mercato di destinazione, senza dover montare un sito separato per ciascuna nazione. Sul fronte ingrosso, le funzioni B2B native di Shopify consentono cataloghi riservati, listini personalizzati e condizioni dedicate sullo stesso store che usi per il B2C. Il risultato è un solo sistema da gestire, non tre o quattro che devono parlarsi.

Per un'azienda che cresce o che si sta internazionalizzando, questo si traduce in meno complessità operativa e in un time to market più rapido quando si apre un nuovo paese o un nuovo canale. È uno dei vantaggi che pesano di più nel medio periodo, perché incide sulla capacità di reagire al mercato, non solo sui costi.

È la paura numero uno di chi valuta una migrazione, e ha tutto il diritto di esserlo: il timore di perdere posizionamento sui motori di ricerca, traffico e dati storici. Va affrontata di petto, perché un replatforming fatto male può davvero fare danni, mentre uno fatto bene è del tutto sicuro.

Il catalogo, i clienti, gli ordini e i contenuti si migrano in modo strutturato, con un lavoro di mappatura che definisce dove finisce ogni cosa nel nuovo sistema. Sul fronte SEO la chiave sono i redirect: ogni vecchio URL di Magento va reindirizzato all'indirizzo corrispondente su Shopify, così che il valore acquisito negli anni non si disperda e gli utenti non incontrino pagine non trovate. Si curano poi la struttura dei dati, i metadati, le performance e la coerenza dei contenuti, perché il posizionamento si difende sui dettagli.

Detto in modo diretto: la migrazione non è un copia e incolla, è un progetto. Ma è un progetto noto, con un metodo collaudato, e ne abbiamo descritto i passaggi nella guida alla migrazione da Magento a Shopify Plus. Fatto con criterio, il rischio SEO è gestito e il guadagno in performance del sito, spesso, aiuta anche il posizionamento.

Per onestà, non tutto si risolve con "passa a Shopify". Ci sono aziende per cui Magento, e in particolare Adobe Commerce nella versione personalizzabile, resta la scelta giusta: chi ha bisogno del controllo totale sul codice per logiche di business fuori standard, chi ha integrazioni storiche e profonde che renderebbero il cambio più oneroso del beneficio, chi ha già un team interno forte capace di gestire infrastruttura e sviluppo, o chi è pienamente dentro l'ecosistema Adobe e ne trae valore strategico. In questi casi la migrazione va valutata con calma, non per partito preso.

Lo sappiamo come suona: scriviamo un articolo che spinge Shopify e, guarda caso, Shopify è la soluzione che proponiamo, e il fatturato lo generiamo con le migrazioni da Adobe Commerce, Magento, PrestaShop e WooCommerce verso Shopify Plus. Lo ammettiamo, in parte è vero. Ma se pensassimo che Adobe Commerce fosse la soluzione migliore per le aziende, avremmo costruito l'agenzia attorno a quella.

La scelta di proporre Shopify ai nostri clienti, da molti anni, la consideriamo quasi una questione di buon senso applicato: liberarli dalle complessità e dai costi ricorrenti legati ad altri sistemi. Crediamo che il nostro lavoro sia dare soluzioni di lungo periodo, non vendere prodotti che convengono a noi perché implicano un'assistenza continua e costosa. Vogliamo vendere, certo, ma preferiamo sederci a un tavolo per parlare di evolutive e nuove funzioni, piuttosto che passare il tempo su aggiornamenti e bug fixing che divorano il budget.

Le conclusioni quindi sono semplici: proponiamo Shopify perché nella quasi totalità dei casi risponde alle esigenze B2B e B2C dell'azienda, su un sistema stabile, semplice da far evolvere e affidabile per fare business. Se vuoi capire se è il tuo caso, il punto di partenza è guardare ai problemi reali che hai oggi, e fare i conti sul costo totale nei prossimi anni.

Una cosa la diciamo sempre, a costo di sembrare poco commerciali: la piattaforma non fa miracoli da sola. Shopify toglie di mezzo i problemi di infrastruttura, sicurezza e aggiornamenti, ma la qualità del risultato dipende da come viene impostato il progetto, da quanto bene vengono ricostruite le funzioni che ti servono e da chi le sviluppa. È per questo che la scelta del partner conta quanto la scelta della tecnologia, e perché preferiamo partire sempre da un'analisi seria piuttosto che da una promessa generica. Se i problemi descritti in questo articolo ti suonano familiari, è il segnale che vale la pena fare quei conti con calma, numeri alla mano.

Perché le aziende migrano da Magento o Adobe Commerce a Shopify?

I motivi ricorrenti sono cinque: la complessità del backend, le performance che dipendono dall'infrastruttura, la difficoltà di trovare competenze, la complessità di personalizzazioni e aggiornamenti, e un costo totale che cresce nel tempo. Shopify affronta ognuno di questi punti con il modello SaaS.

Migrare a Shopify significa perdere le personalizzazioni che ho su Magento?

No, cambia il modo di realizzarle. Le personalizzazioni si fanno tramite app dello store, app private via API e Shopify Functions, fino ad approcci headless e composable. Nella quasi totalità dei casi si replica e si migliora quello che avevi, senza la complessità di manutenzione del codice di sistema.

Shopify Plus regge i picchi di traffico di un sito enterprise?

Sì. L'infrastruttura è gestita da Shopify, con uptime garantito del 99,99% e una capacità di oltre 10.000 checkout al minuto, senza che tu debba dimensionare o ottimizzare server. Per esigenze enterprise estreme esiste anche l'approccio componibile con Commerce Components by Shopify.

Quanto costa davvero rispetto a Magento?

Dipende dal progetto, ma il confronto corretto non è sul prezzo della licenza, è sul costo totale di possesso: licenza, hosting, sviluppo, manutenzione e aggiornamenti su più anni. Shopify Plus concentra gran parte del costo in un canone prevedibile, mentre con Magento i costi di gestione restano a carico tuo e tendono a crescere.

Quanto dura una migrazione da Magento a Shopify Plus?

Varia in base alla complessità del catalogo, delle integrazioni e delle personalizzazioni, ma un progetto strutturato si misura tipicamente in mesi, non in anni. La fase che incide di più non è la migrazione dei dati in sé, è il lavoro di analisi iniziale e la ricostruzione delle funzioni custom e delle integrazioni con i sistemi aziendali. Una discovery fatta bene all'inizio è ciò che tiene i tempi sotto controllo.

La migrazione mette a rischio il posizionamento SEO?

Solo se fatta male. Con una mappatura completa dei vecchi URL e dei redirect verso le nuove pagine, la cura dei metadati e il monitoraggio post go-live, il valore SEO acquisito si conserva. In molti casi il miglioramento delle performance del sito dopo il passaggio aiuta perfino il posizionamento, perché velocità ed esperienza utente sono fattori che i motori di ricerca premiano.

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